Lunghezza e Difficoltà dei Videogiochi: Marble Madness

Si parla recentemente del costo dei videogiochi in relazione alla loro durata, in particolare la soglia delle due ore sotto la quale Steam concede i rimborsi è considerata come un vero minimo sotto il quale nessun videogioco dovrebbe spingersi. Già molti giochi sotto le 10 ore sono considerati incredibilmente corti per una esperienza a prezzo pieno: si tende a considerare un valore di un euro per ora, e quindi un gioco da 60 dollari dovrebbe per lo meno intrattenere per 60 ore.

Discorso parallelo alla durata è quello della difficoltà: molti hanno nostalgia degli anni passati quando i videogiochi erano più difficili e affermano che i giochi odierni son troppo facili.

Andiamo allora indietro nel tempo fino agli anni ’80 per farci un’idea di come erano questi bei videogiochi andati.

Marble Madness è un titolo uscito nel 1984 come macchina a gettone e quindi convertito per tutte le principali console e computer: io lo avevo per Commodore 64. Nel gioco si controlla una biglia all’interno di un labirinto pseudo 3d non sempre geometricamente plausibile, e si cerca di portarla dall’inizio del percorso fino al “Goal” senza farla precipitare.

Marble Madness non era solo difficile: era un esercizio in frustrazione! Imparare a muovere la biglia richiedeva solo qualche minuto: riuscire a muovere la biglia con sufficiente coordinazione richiedeva ore ed ore passate sullo stesso livello, e i livelli successivi al primo richiedevano di imparare a memoria i movimenti degli avversari. Io penso di non essere mai andato oltre il quarto livello nonostante le molte ore di gioco.

E quanto ci vuole a completare questo gioco se si diventa sufficientemente abili? Tre minuti!

Esattamente per questi motivi non penso ci sia stato un vero periodo d’oro dei videogiochi dove questi erano veramente difficili: erano solo sbilanciati, frustranti, e costruiti con il solo intento di mangiarti più monete possibili.

E per quanto riguarda la lunghezza, se non stiamo parlando di innumerevoli ore passate a cercare di superare un livello impossibile, allora questa certamente nel passato non c’era, nonostante la scarsa scelta di videogiochi e la quantità di tempo libero faceva passare ai ragazzini molteplici ore sullo stesso titolo. Oggi già 9 ore per completare Hotline Miami son qualcosa che porta molto vicini al punto di frustrazione massimo che si è disposti a tollerare con un videogioco, perché nel corso degli anni i giochi non son diventati più semplici, ma più raffinati e controllabili.

Per questa ragione penso che ogni gioco debba essere valutato per i suoi meriti senza troppo considerare quanto è lungo e quanto è complesso, ma considerando se occupa bene il nostro tempo e se ci pone sfide divertenti.