Meglio un Gioco all’Anno o i DLC?


Prima dell’avvento della distribuzione digitale i videogiochi avevano un unico rilascio principale, e al limite qualche pacchetto di espansione, sempre rilasciato nella forma di un disco in scatola. Il primo titolo che sfruttò ad nauseam il concetto dei pacchetti di espansione fu The Sims che arrivò con la sua seconda incarnazione ad avere 8 espansioni e 10 Stuff Pack.

Il modello di The Sims è molto vicino a quello che oggi può essere adottato pienamente con la distribuzione digitale: il gioco base viene costantemente supportato ed espanso garantendo una longevità molto lunga.

Un esempio classico dell’uso dei DLC è quello di qualunque titolo della Paradox Studios: ad esempio Crusader Kings 2 è un titolo risalente al 2012 che ha ricevuto 12 espansioni (più una tredicesima in sviluppo) e un numero enorme di content pack che includono diverse icone per le unità, volti per i personaggi, musiche, araldi, e persino libri con storie derivate dal gioco.

L’approccio opposto a quello di Paradox è quello di Sports Interactive che ogni anno rilascia una nuova versione del suo titolo di punta Football Manager a prezzo pieno e senza sostanziali modifiche rispetto al titolo dell’anno precedente (a parte naturalmente l’aggiornamento del database); contestualmente il titolo dell’anno precedente viene tolto dal mercato.

L’approccio dei DLC garantisce una lunga longevità ad un titolo e permette una maggiore flessibilità da parte dei consumatori nella scelta di quello che considerano effettivamente valido; il principale lato negativo però è che il gioco invecchia e la continua stratificazione di nuove meccaniche può portare verso un risultato instabile, poco prestante, e generalmente non optimale.

L’approccio di un nuovo titolo all’anno tende a dar la garanzia di un nuovo titolo sempre rifinito, ma le differenze tra un anno e l’altro – soprattutto nei giochi che non dipendono dalla potenza del motore grafico – sono spesso paragonabili a quelle di un singolo DLC, e quindi son meno vantaggiose per il consumatore che si trova a pagare il tutto a prezzo pieno.

Da consumatore quindi preferisco l’approccio a DLC che permette di continuare ad avere supporto e aggiornamenti su un titolo garantendo nel contempo al consumatore di scegliere se e quando acquistare i vari pacchetti di espansione potendo anche entrare più tardi su un titolo sfruttando un forte sconto: il gioco base di Crusader Kings 2 infatti viene spesso messo in vendita in bundle con alcune delle vecchie espansioni per un prezzo estremamente competitivo, mentre dall’altra parte solitamente non si va mai oltre uno sconto del 25% per un titolo che comunque smetterà di essere di punta in meno di un anno.