On Demand vs. Palinsesto

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Come è possibile che oggi sopravvivano ancora le televisioni con palinsesto se abbiamo Youtube e Netflix? Come possono essere ancora ascoltate le radio in diretta se possiamo avere tutta la musica che vogliamo attraverso Spotify, e i programmi radiofonici attraverso i Podcast?

Il palinsesto è una diretta conseguenza del metodo di trasmissione uno a molti proprio della radio e della televisione, e che quindi ha accompagnato tutte le persone attualmente vive su questo pianeta per tutta la loro vita: probabilmente è questo senso di familiarità con il concetto di accendere la tv, o radio e fruire quello che c’è in onda in questo momento che lo rende ancora tutt’oggi di successo e quasi insostituibile.

Internet naturalmente ha cambiato questo paradigma: internet permette una comunicazione client – server dove il server a differenza di una emittente può fornire qualunque contenuto come e quando si vuole, e il client può fruire di questo contenuto in streaming oppure può scaricarlo e fruirne online successivamente.

Se volessi creare una “televisione” tematica senza eventi in diretta – come potrebbe essere Real Time o DMAX – se decidessi per il metodo asincrono non dovrei preoccuparmi di come riempire un palinsesto di 24 ore con una manciata di programmi, ma semplicemente metterei tutto il catalogo sempre disponibile online per essere fruito dagli utenti come e quando meglio si crede.

Non dovendo per forza riempire un palinsesto potrei concentrarmi sul produrre solo i programmi di punta sapendo che i miei telespettatori potranno guardarli nel momento della giornata che preferiscono, ed è esattamente questo vantaggio di non dover riempire per forza un palinsesto che permette a Netflix e ad altri servizi on demand di produrre serie televisive di alta qualità.

Mano a mano che le generazioni native digitali prenderanno il sopravvento, e mano a mano che le connessioni ad alta velocità si diffonderanno mi immagino che i palinsesti e il telecomando diventeranno un ricordo del passato, fino a quando arriveremo ad avere una fruizione dei media completamente on demand e di conseguenza incredibilmente più frammentaria e personalizzata di quella odierna, e arriveremo alla fine del mainstream.