Freedom Bundle


Humble Bundle ha lanciato un enorme bundle di giochi, libri, e musica dai quali tutto il ricavato andrà in beneficenza a sostegno di organizzazioni che si occupano di liberà d’espressione e di rifugiati.

Oltre a tutti i proventi raccolti con la vendita Humble Bundle darà altri 300.000$ a queste associazioni: per ora sono stati raccolti più di 4 milioni di dollari.

I titoli più interessanti di questa raccolta sono certamente Sterdew Valley, Subnautica, e The Witness ma posso consigliare anche Mini Metro, Stanley Parable, World of Goo, e Human Resource Machine.

25 Anni di Wayne’s World


25 anni fa usciva nelle sale americane Wayne’s World, il primo film con Mike Myers.

Wayne’s World (Fusi di Testa), basato su uno sketch ricorrente di Saturday Night Live, racconta la storia di Wayne e Garth, due metallari di Aurora, Illinois con uno show di modesto successo sulla televisione civica locale.

Nonostante abbia avuto un successo minore rispetto ai successivi film di Myers per me Wayne’s World resterà un film iconico degli anni ’90, con le sue divertenti parodie e il continuo rompere la quarta parete. A proposito di rompere la quarta parete: oggi festeggiamo anche il primo anno di Deadpool che ha fatto tanto successo lo scorso anno riportando in auge questa tecnica che si era persa negli anni.

La scena che ricorderemo sempre di Wayne’s World è naturalmente questa

Sei mesi di No Man’s Sky


Rieccoci al nostro consueto appuntamento mensile con il più controverso titolo della stagione videoludica 2016-2017.

Cominciamo con le statistiche: 812,136 copie di No Man’s Sky secondo Steam Spy: un numero più basso di quello precedente ai saldi. Immagino che – a parte un po’ di richieste di risarcimento – i numeri di Steam Spy abbiano un ampio margine di errore. Solo il 4.29% degli utenti ha giocato nelle ultime 2 settimane, ovvero meno del numero raggiunto a Novembre prima del Foundation Update. Dal punto di vista delle recensioni abbiamo un 69% di recensioni negative in totale, e 61% negative negli ultimi 30 giorni. Si può dire che l’effetto positivo del Foundation Update si è completamente esaurito.

Nonostante Sean Murray sia tornato al suo silenzio e il canale ufficiale pubblichi più che altro screenshot e cose buffe le indiscrezioni sul prossimo aggiornamento di NMS si fanno via via più insistenti. Quasi certamente il prossimo aggiornamento includerà un All Terrain Vehicle (un fuoristrada) del quale avevamo già avuto indiscrezioni a Novembre, confermate da alcuni dettagli trovati nei file del gioco lo scorso Gennaio. Il Buggy è un altro passo nella direzione contraria allo spirito originale del gioco anzi, si cerca proprio di migliorare l’esperienza del giocatore su un singolo pianeta.

Sul fronte notizie incredibili No Man’s Sky ha ricevuto due nomination per il Game Developer Choice Award rispettivamente come Miglior Tecnologia e premio per l’innovazione… Anche SXSW ha deciso di dare una nomination per il comparto tecnologico di NMS… Mi sembra assurdo che nel 2017 un mediocre sistema di generazione procedurale possa ancora entrare in lizza per alcuni premi, soprattutto se a darli son gli stessi sviluppatori…

E anche per questo mese è tutto.

Il giusto prezzo di un videogioco Indie su PC

Nel 2016 sono stati rilasciati su steam ben 4845 titoli, quasi tutti prodotti da case indipendenti o singoli programmatori. Se gli AAA games, ovvero i titoli ad alto budget delle grosse case, hanno oramai un prezzo di lancio tra i 49.99 € e i 59.99 € spesso accompagnati da un season pass che porta il prezzo finale attorno ai 100 €, nella direzione opposta i piccoli giochi indipendenti sono nel pieno di una corsa verso il basso per trovare un prezzo di vendita.

Il fondo della scala è naturalmente il Free to Play, ma non ci occuperemo di questo modello di business differente oggi: concentriamoci solo sui giochi fatti e finiti messi in vendita con un prezzo di copertina.

La prima cosa da notare è che nell’attuale mercato digitale non ci sono costi vivi: non ci sono CD da stampare e inscatolare, o magazzini da riempire, o commessi, ma ci sono solo i costi totali della piattaforma coperti dalla percentuale sulla vendita che prende Steam. Quindi in quest’ottica più si vende meglio è, e non c’è un prezzo troppo basso a patto che convinca i potenziali clienti all’acquisto.

Uno studio indie naturalmente avrà due tipi principali di costo: il costo di sviluppo e il costo di marketing. Il costo di sviluppo include tutto il tempo speso prima e dopo il rilascio del gioco, ovvero include anche tutto il mantenimento, mentre il costo di marketing può essere variabile e inteso come una frazione del costo sulle copie vendute. Gran parte dei giochi sul catalo steam non hanno alcun tipo di marketing.

Andiamo a vedere qualche statistica: metà dei giochi rilasciati nel 2016 su steam costa meno di 7$ e ne sono stati distribuite (non necessariamente a prezzo pieno, anzi probabilmente anche con molte gratuità) meno di 6.000 copie. Se guardiamo la mediana delle copie distribuite notiamo che questa continua a scendere mano a mano che il mercato si allarga, ovvero un segno di saturazione. Facciamo un po’ di conti in tasca ai programmatori: 42.000 $ di ricavo al quale dobbiamo subito togliere l’IVA, vendendo globalmente diciamo attorno al 10%; siamo a 37.800 e a questo punto togliamo la fetta di Steam che possiamo stimare almeno al 30%; siamo rimasti con 26.460 € di budget con il quale dovremmo produrre il gioco e creare un minimo di materiale promozionale, tipo dei video.

Con questo conto economico è facile capire come sia praticamente insostenibile una corsa al ribasso se si vuole avere un qualunque tipo di qualità nei videogiochi.

A mio parere un buon prezzo per un gioco indie dovrebbe variare tra i 10€ e i 30€, con occasionali punte verso i 40€ per titoli particolarmente di nicchia. Può sembrare strano che dal punto di vista del consumatore si chiedano prezzi più alti, ma visti questi numeri c’è effettivamente un problema a livello di industria. Allo stesso modo c’è il problema della saturazione del mercato con appunto 4845 titoli rilasciati in un anno, ma quello è argomento per un altro articolo.

Della moderazione della comunicazione politica

I politici al giorno d’oggi comunicano troppo: Renzi ha una media di 2 Tweet al giorno, Salvini 9, Trump 12, e Beppe Grillo 24.

Un bombardamento costante di opinioni che, per forza di cosa, devono continuare ad alzare la posta per rimanere rilevanti: messaggi veloci praticamente privi di autocensura nella logica dell’urlare di più per portarsi a casa la vacca.

Ma non è sempre stato così.

Nell’89 l’allora presidente Bush (padre) scrisse una lettera a Donald Trump per congratularsi con lui dell’essere stato premiato come uomo dell’anno dalla Police Athletic League di New York. In quegli stessi giorni l’esuberante Donald Trump aveva comprato uno spazio pubblicitario a tutta pagina per chiedere la pena di morte in un caso di stupro di gruppo che si pensava essere stato perpetrato da un gruppo di neri e ispanici (dopo anni riconosciuti innocenti), e il presidente non l’aveva presa benissimo dato che quel particolare caso stava avendo una incredibile rilevanza mediatica.

Nella prima stesura della lettera Bush aveva inserito una velata critica al comportamento di Trump, ma nella versione finale questa critica gratuita viene eliminata (qui le due versioni).

Se la democrazia deve essere il posto dove le persone si uniscono, allora i politici devono capire che il loro ruolo non è quello di dividere la popolazione, scavare trincee, e fargli odiare l’avversario. A mio parere gran parte del problema odierno è dovuto alla sovraesposizione dei politici che li porta appunto per continuare ad essere rilevanti a dover continuare a dividere il mondo in più parti tra loro inconciliabili.

Sogno una nuova classe politica che possa lavorare senza dover per forza essere in costante campagna elettorale.