Stato del Blog: Febbraio 2017

Con qualche articolo pubblicato con un po’ di giorni di ritardo son riuscito a chiudere anche Febbraio mantenendo la quota di articoli stabilita: 20 articoli nell’ultimo mese, 152 in totale.

Come di consueto ecco qualche statistica.

228 sessioni, ovvero il -14% rispetto a Gennaio, per 170 utenti ovvero -19%. 70% Desktop, 20% cellulare, e 10% tablet. La percentuale dei tablet è rimasta costante ma son cresciute le visualizzazioni da desktop.

Come canali di acquisizione abbiamo un 46% da motori di ricerca, 24% visite dirette, 21% Social, 8% referral, e 1% email.

Per quanto riguarda le visite da motori di ricerca un 31% è arrivata in homepage, e finalmente non ho più visite sui vecchi contenuti cancellati. Come social abbiamo Facebook al 75% e Twitter al 25%. Nei referral posso vedere che non sono l’ultima persona su questa terra che usa i lettori di RSS, mentre le visite via mail mi lasciano dubbioso dato che non ho mandato link via mail: probabilmente si tratta del vecchio sistema di email mandate da feedburner, che potrei effettivamente reintegrare al posto della newsletter (che non sta riscuotendo successo).

Nell’ultimo mese mi son trovato a parlare di Trump più di quanto in realtà volessi: spero che in Marzo il presidente americano ci darà meno occasioni per parlare di lui. Anche nel prossimo mese mi occuperò di No Man’s Sky, ma non penso di portare avanti questa serie di post più in la di un anno. anche perché oramai questo gioco non raggiunge più neppure 1.000 giocatori contemporanei nel weekend, e il numero di giocatori attivi che ha mantenuto è sotto il 4%, quindi a meno di clamorose novità lo vedo pronto per il dimenticatoio.

Probabilmente nel prossimo mese cercherò di parlare un po’ di più di videogiochi e cinema, dato che cominciano ad esserci uscite interessanti, tra le quali Ghost in the Shell che vorrà almeno un paio di articoli per quanto è controverso.

Bene: continuiamo.

La fotografia e la Realtà


Ogni volta che vedo una fotografia di una realtà straziante non posso fare a meno di ricordarmi che dall’altra parte della foto c’è un fotografo, e che la presenza di questo fotografo altera la realtà.

Come ha fatto il fotografo ad arrivare in quella situazione? Il fotografo è in reale pericolo? Il fotografo sta soffrendo allo stesso modo del soggetto fotografato? Il fotografo è integrato in quello che sta vedendo oppure è un turista in una riserva indiana?

Quanto quella foto è stata preparata? Quanto il giudizio del fotografo, e le sue idee, sono andate nella scelta dell’inquadratura? Quali aspetti della realtà il fotografo ci sta nascondendo?

Nel nostro mondo basato sull’immagine è proprio vero che una foto può valere più di mille parole, ma dobbiamo sempre ricordare che le foto non sono la realtà, ma sono un punto di vista parziale sulla realtà, e sono oneste solo quanto è stato onesto il fotografo che le ha fatte.

Questo naturalmente solo restando nell’ambito della pura foto e senza inserire anche quello che il fotoritocco può fare su una foto, stravolgendo il messaggio, o creando situazioni completamente inverosimili, ma che vengono considerate la realtà.

Una foto da sola non è la prova di nulla: una foto può essere utile a costruire una storia, ma questa storia deve essere comprovata da altre esperienze e soprattutto da numeri verificabili. Per questa ragione è sempre necessario andare a ricercare la storia dietro ad una fotografia.

Twitch venderà i giochi

Da quando Twitch, la popolare piattaforma di streaming dedicata ai videogiochi, è stata acquisita da Amazon ci si aspettava che prima o poi avrebbe cominciato a vendere videogiochi.

L’annuncio è arrivato: per ora ne sappiamo poco. Si parla di una percentuale che andrà agli streamer qual’ora qualcuno acquisti il gioco mentre sta guardando una diretta; si parla di una integrazione con le piattaforme di vendita dei distributori pre-esistenti, ovvero Uplay, e potenzialmente Origin; si parla anche di una nuova piattaforma di Twitch/Amazon, e non si parla di una possibile integrazione con Steam.

Almeno inizialmente quindi il tipo di prodotti venduti sembra essere limitato solo ai titoli AAA delle grosse corporation, ma è facile immaginare che se l’esperimento avrà successo anche i titoli Indie – che hanno gran parte della loro visibilità proprio attraverso Twitch – entreranno nel catalogo.

Twitch riuscirà a creare una alternativa a Steam? Difficile da dire. Certamente Twitch è in questo momento uno dei migliori canali pubblicitari possibili per un videogioco (insieme probabilmente a youtube) perché attraverso questi canali è possibile vedere il gameplay, e nel caso di Twitch lo si vede proprio in diretta con tutti i possibili difetti che possono emergere.

Steam in questo momento parte da una posizione dominante del mercato, e il suo Steam Workshop è così integrato in alcuni titoli da essere insostituibile. Tutti quei titoli dove i mod sono vitali per l’esperienza (Cities:skyline, RimWorld, Planet Coaster) difficilmente riusciranno a vendere al di fuori di Steam.

Twitch però potrebbe avere una carta da giocare: l’integrazione dei giochi con il canale. Già diversi giochi hanno inserito sistemi di integrazione con Twitch che permettono al pubblico di influire sulla partita che stanno vedendo in diretta. Questo tipo di integrazione però non vende molte copie, perché appunto è dedicato solo agli streamers, ma se Twitch fosse in grado di inventare una integrazione basata sul suo canale simile ad una reale forma di multiplayer – per la quale sia necessario avere una copia del gioco – allora probabilmente potrebbero nascere titoli integrati verticalmente sulla piattaforma di Twitch con qualche possibilità di successo di vendita.

Naturalmente per il momento queste sono solo speculazioni, e quindi staremo a vedere quello che succederà nei prossimi mesi.

La La Land: Cosa ne Penso


Ho visto per ben due volte La La Land: l’ho trovato un film gradevole, tecnicamente ben fatto, ma non particolarmente memorabile o degno di nota.

La La Land è un musical con numeri di ballo e canto ambientato nel presente ma saldamente legato alla nostalgia degli anni d’oro di Hollywood: per molti versi può ricordare operazioni simili come Ave Cesare o Café Society.

La storia d’amore tra una barista che vuole diventare attrice, e un pianista che vuole aprire un locale jazz arriverà ad affrontare i classici temi della scelta tra l’amore e la propria passione e realizzazione personale.

Il film è una cartolina di Los Angeles e nelle varie scene mostra vari luoghi iconici di quella città, come l’osservatorio Griffith.

Tecnicamente fin dalla prima scena il film utilizza lunghi pianisequenza, alternati a montaggi per descrivere il trascorrere del tempo (la vicenda principale si svolge in 4 atti che seguono le stagioni di un anno). Nonostante i colori molto luminosi dei vestiti ho trovato molte scene parecchio buie per i miei gusti, e a mio parere un po’ meno contrasto e un po’ più di luce non avrebbero guastato.

Il finale, seppure molto bello tecnicamente, non mi ha convinto a pieno. questo difetto sul finale lo avevo notato anche in un altro film dello stesso autore: 10 Cloverfield Lane.

La La Land è una prova dell’estrema versatilità dell’autore e regista Damien Chazelle che spero possa dimostrarsi a pieno nel prossimo film dedicato a Neil Armstrong.

7 Nuovi pianeti


La NASA ha annunciato di aver scoperto nuovi pianeti nel sistema Trappist 1, e soprattutto che 3 di questi sarebbero all’interno della cosiddetta “zona abitabile” ovvero non troppo vicini ne troppo lontani dalla propria stella.

Si tratta della prima occasione in cui si trovano tre pianeti nella zona abitabile al di fuori del sistema solare (che ha 3 pianeti nella zona abitabile: Venere, Marte e naturalmente la Terra). Questa scoperta può aiutarci ad avere una idea più accurata di come sia fatto un “normale sistema solare” e naturalmente permetterci nello studiando altri casi di determinare quali siano le caratteristiche che hanno effettivamente permesso l’origine e lo sviluppo della vita sulla terra.

L’osservazione di pianeti così lontani è naturalmente molto complessa, e molti dubbi rimangono irrisolti. Per comunicare al pubblico questi possibili scenari la NASA deve ricorrere alla fantasia come nel caso dell’immagine qua sopra: si tratta naturalmente di una idea completamente campata per aria, ma con alcuni elementi di verosimiglianza, in particolare la distanza dei pianeti e la luce della stella.

Se sei interessato ad esplorare la galassia visitando pianeti puramente ipotetici, o realmente scoperti ma riprodotti in modo fantasioso allora ti consiglio di installare il planetario gratuito Space Engine, dove tra le altre cose puoi già vedere i tre pianeti del sistema Trappist 1 che erano stati scoperti in precedenza.