Premi Arbitrari: Gioco più Serio


Ogni tanto si parla di quanto sia maturo il videogioco come media: in termini di budget e incassi le grandi produzioni di videogioco rivaleggiano tranquillamente con Hollywood, ma la maturità di un media non si può stabilire solo dal giro di affari che sviluppa. I videogiochi sono naturalmente per prima cosa un prodotto di intrattenimento, ma anche nell’intrattenimento si può imparare qualcosa: raccontare una storia in modo interattivo può essere un ottimo modo per veicolare un messaggio.

Per questa ragione oggi vediamo quale è stato per me il miglior gioco serio del 2016.

Il titolo che ho scelto è 1979 Revolution: Black Friday. Si tratta di una avventura grafica in stile TellTale ovvero con una storia predeterminata, qualche scelta che cambia leggermente la storia, dei Quick Time Event, e alcune sessioni di esplorazione. Come i TellTale game c’è anche una sorta di enciclopedia con tutto quello che abbiamo visto e i personaggi che abbiamo incontrato.

1979 Revolution racconta la rivoluzione Iraniana dal punto di vista di un fotografo iraniano che era tornato a casa dopo qualche anno in Germania: la storia comincia dopo la rivoluzione, quando il protagonista è braccato dalla repubblica islamica, e quindi torna a percorrere gli eventi principali della rivoluzione. Il punto di vista del fotografo è perfetto per farti trovare sempre al posto giusto: una delle attività è proprio scattare delle fotografie, queste fotografie poi vengono paragonate agli equivalenti reali, ed è una occasione per raccontare un pezzo di storia.

1979 Revolution è certamente incentrato sui fatti della rivoluzione iraniana, e ha un punto di vista naturalmente parziale, e filo occidentale, ma oltre a raccontarci le vicende della rivoluzione ci introduce anche a quella che è la società iraniano con i propri usi e i costumi, e ci spiega anche la transizione da paese islamico moderno e laico, a paese islamico conservatore.

1979 Revolution è un ottimo esempio di quello che può essere l’impatto dei videogiochi se utilizzati con intento divulgativo, e oltre a quello riesce ad impacchettare una bella storia che dura attorno alle 3 ore.