Prima partita a Stellaris: Synthetic Dawn

Ho completato la prima partita a Synthetic Dawn nella quale ho giocato come dei Rogue Servitor inspirati alla Apple. I Rogue Servitor sono una razza robotica che ha lo scopo di intrattenere e “coccolare” le razze biologiche che assoggetta: i biologici non potranno fare nulla all’interno dell’impero, ma genereranno Unity.

Come è facile capire questo stile di gioco permette di procedere a grande velocità nell’albero delle Tradition, arrivando molto rapidamente ad avere i grandi vantaggi degli ascension perk.

Le razze robotiche possono colonizzare i pianeti molto rapidamente, ma sono limitate da un costo in energia oltre che in minerali. I Rogue Servitor rispetto alle altre razze robotiche possono provare ad intrattenere un minimo di relazioni diplomatiche, e sfruttando alcune alleanze difensive ho potuto evitare di costruire un enorme flotta per tutta la parte iniziale del gioco, e ciò nonostante vincere alcune guerre coalizzandomi con i vicini contro i nemici comuni.

La grossa differenza di questo aggiornamento è la modifica delle crisi: nel mio caso la contingency – la nuova crisi dove una razza robotica cerca di distruggere tutte le forme di vita – è scoppiata molto presto (con la patch attuale questo problema è stato risolto aumentando la data minima di inizio crisi). Rispetto alle partite precedenti finalmente l’IA ha cominciato a reagire in modo intelligente alla crisi andando a formare 2 enormi federazioni che includevano quasi tutte gli imperi, compresi 2 dei 3 fallen empires.

La mia federazione era la più potente ed a fatica è riuscita ad arginare la contingency, mentre l’altra federazione ha avuto la peggio diventando terra di conquista. Le armate della contingency hanno un punto debole: i trasporti truppe. Se si riesce a colpire i trasporti truppe mentre si muovono a conquistare i pianeti si può bloccare la loro espansione guadagnando tempo.

Una volta arginata l’espansione della contingency si è trattato veramente solo di costruire un enorme doom stack e quindi contrattaccare fino all’eliminazione completa del problema.

Una volta sconfitta la contingency ho potuto rapidamente espandermi in tutto lo spazio da essa occupato, riuscendo finalmente ad avere un’economia sufficiente a costruire una enorme flotta per la conquista della galassia. A questo punto naturalmente le federazioni si sono sciolte e si è tornati rapidamente alla vecchie guerre, nonostante gli sforzi del fallen empire risvegliato di conservare la pace galattica.

A questo punto ero arrivato a completare quasi tutto l’albero di ricerca e tutto l’albero dell’ascension, e dopo aver sconfitto gli altri imperi ho deciso di chiudere la partita.

Synthetic Dawn è una buona aggiunta per Stellaris, e in particolare le modifiche al di fuori del DLC sistemano gran parte dei problemi con le crisi: rimane ancora il problema della guerra che è un puro gioco di numeri, ma penso che sarà il prossimo ambito sulla quale si concentrerà il team di sviluppo.

Dato che è stata appena rilasciata la patch 1.8.2 ho deciso di cominciare subito una nuova partita, questa volta con un impero democratico.