Cyber Monday e Come Cambia Velocemente il Mondo

Oggi è il Cyber Monday, il primo lunedì dopo il Black Friday dedicato a forti sconti sugli ecommerce.

Tanto tempo fa internet non era così diffusa come oggi, soprattutto in USA e soprattutto rispetto all’alta velocità gran parte dei consumatori non avevano una opzione per connettersi velocemente e stabilmente da casa, e figuriamoci dal dispositivo che portano in tasca.

A quei tempi che oggi considereremmo medievali gli ecommerce dovevano aspettare il primo lunedì lavorativo dopo il Ringraziamento per aver qualche speranza di vendere.

Il Black Friday infatti negli Stati Uniti cade nel ponte del Ringraziamento, ed era un giorno dedicato allo shopping, soprattutto nei negozi fisici.

Gli e-commerce per poter competere hanno scelto appunto il primo lunedì lavorativo perché la maggior parte del proprio pubblico poteva accedere ad una connessione stabile e veloce (una ADSL scarsa) solo dall’ufficio.

Ed è così che è nato il cyber monday.

Quanto è passato da questo tempo oscuro? Quattordici anni.

Oggi per noi è normale comprare online, anche da cellulare, e noi “occidentali” non siamo neanche quelli più avanti sulla curva: per i cinesi che abitano nelle città è normale utilizzare il cellulare per i pagamenti e per gli acquisti di ogni genere: 14 anni fa alcune di quelle città in Cina praticamente non esistevano.

Viviamo certamente in tempi interessanti.

Blade Runner: The Final Cut

Un fotogramma del final cut
Lo stesso fotogramma del montaggio originale

Il final cut è certamente la versione in cui oggi guardare Blade Runner.

Niente voce narrante, o lieto fine e una serie di piccole differente con nuovi inserti che non cambiano un gran che la storia principale ma la rendono fedele alla visione del regista.

Oltre a questo abbiamo una sostanziale ripulitura degli effetti visivi, e – come si nota dalle due immagini a confronto – molti dei fondali dipinti sono stati scuriti per ridurre lo stacco che soprattutto su una tv ad alta definizione renderebbe il trucco fin troppo evidente.

Oltre a questo vediamo una leggera che i colori son leggermente virati verso il verde: il colore che diventerà simbolo del cyberpunk con Matrix, e prima ancora con la prima edizione di Ghost In the Shell

Sperando che il final cut resti veramente l’ultima versione di questo film possiamo tranquillamente dire che questa è la versione da vedere. Soprattutto in lingua originale.

Blade Runner 2049

Come previsto non ho apprezzato Blade Runner 2049.

Il primo problema che ho con questo film è che è estremamente lungo per la semplice storia che vuole raccontare. L’ho visto due volte, ed entrambe le volte non son riuscito a guardarlo in una unica sessione.

Con i suoi 163 minuti Blade Runner 2049 supera di ben più di mezz’ora l’originale: decisamente troppo per i miei gusti.

Il film è un sequel alla storia originale che descrive un eventuale futuro con una generazione di replicanti più docili che possono lavorare anche sulla terra.

Il Blade Runner che seguiamo è uno di questi replicanti, ed è accompagnato da una sorta di assistente digitale/sex doll che simula apparentemente molto bene dei sentimenti per il protagonista.

La storia è più intricata dell’originale, come è comune per un film odierno, e cerca di inserire senza troppo successo dei colpi di scena.

Non può mancare naturalmente Harrison Ford che torna ad interpretare un anziano Deckard che dopo la fuga del film originale si è nascosta in una decrepita Las Vegas colpita da un attacco nucleare.

Tanti sono gli eventi citati per creare un “lore” più ampio, e naturalmente son stati girati anche dei cortometraggi complementari al film che illustrano alcuni eventi o alcuni personaggi perché evidentemente 163 minuti non son sufficienti per raccontare una storia.

Abbiamo diversi riferimenti all’originale, e anche al libro in realtà, e soprattutto abbiamo un guazzabuglio di estetiche diverse a seconda della zona e della scena. Mentre le scene cittadine hanno un tono simile al blu/verde Matrix le scene di Las Vegas sono arancioni come Ghost in the Shell 2.

Come facilmente prevedibile gli effetti digitali non reggono il confronto con il mondo creato in maniera artigianale nel film originale.

Di tutta questa operazione posso solo apprezzare come cerchi di espandere il lore, ma in realtà spero sia l’ultimo capitolo di Blade Runner.

Blade Runner: il videogioco

Blade Runner è un gioco della Westwood uscito nel 1997 e per il suo tempo fun un gioco innovativo.

I videogiochi legati alle licenze dei film son solitamente considerati mediocri, in particolare quelli che escono in concomitanza con il film. Non è il caso di Blade Runner naturalmente che è uscito 15 anni dopo il film su cui è basato.

In Blade Runner interpretiamo Ray McCoy un altro detective della Blade Runner che segue un diverso caso avvenuto in contemporanea con gli eventi del film.

Tutto parte con un massacro di animali nel negozio di Runcyters, la prima scena dove ci troviamo ad indagare.

Il gioco ha una sorta di rudimentale 3d e dei personaggi con un sistema simile ai voxel composto da fette (qua una demo). I personaggi catturati dal vivo con la tecnica del rotoscope. Su questo abbiamo però una ottima cura degli effetti luminosi, delle transizioni cinematografiche e soprattutto della colonna sonora e degli effetti sonori.

La colonna sonora comprende pezzi di Vangelis reincisi, e pezzi originali di Frank Klepacki.

Il gameplay è un misto di avventura e azione: la storia procede trovando degli oggetti, dialogando con i personaggi, e muovendosi liberamente nella città. La parte di azione consiste in qualche azione veloce da effettuare con il mouse, e nei combattimenti a fuoco sempre controllati con la freccia del mouse.

A seconda del livello di difficoltà possiamo anche avere una limitazione nel numero di munizioni e nella quantità di soldi a disposizione del giocatore.

Alcuni dialoghi posssono indirizzare la storia su binari diversi, e più in generale uno degli aspetti rilevanti è che i personaggi con cui abbiamo a che fare possono essere umani o replicanti, e questo è deciso casualmente all’inizio di ogni nuova partita.

Per determinare quali sono i replicanti possiamo usare il test Voight Kampff eccellentemente riprodotto con le domande usate nel film e con nuove domande originali.

Un altro sistema presente nel film che possiamo utilizzare è l’ESPER, l’analizzatore di foto con il quale possiamo scoprire indizi nascosti ad esempio in un fotogramma di una telecamera di sorveglianza.

Il gioco ha una serie di finali multipli, che derivano da una storia con passaggi obbligati. I diversi finali dipendono sia dalle scelte del giocatore che dai personaggi “sorteggiati” come replicanti.

Nel gioco si affrontano naturalmente gli stessi temi del film, e in particolare il tema del reale e dell’inreale.

Infine son presenti nel gioco una serie di riferimenti al film, e potremo anche vedere Deckard, mentre incontreremo e dialogheremo con Guza, Rachel, e Tyrell.

Nonostante il gioco sia molto vecchio è ancora perfettamente giocabile grazie all’emulazione: se avete una copia originale dei 4 CD (o se riuscite in qualche modo a reperirla) potete seguire questo tutorial per farlo girare alla perfezione con ScummVM

Il Muro di Berlino visto da OMSI 2

Oggi 30 anni fa cadeva il muro di Berlino. Uno degli eventi più importanti della storia recente che segno l’inizio della fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania con la conseguente espansione europea nei paesi dell’est.

Non è facile immaginare cosa fosse il muro di Berlino: per prima cosa occorre ricordare che il muro circondava la parte occidentale della città che si trovava completamente compresa all’interno della DDR e isolata dall’occidente.

La vita a Berlino est era dura come in tutta la DDR, ma anche nella Berlino ovest cintata dal muro non ci si trovava esattamente nella tipica città europea degli anni ’80.

OMSI 2 può aiutarci a catturare un po’ di quelle esperienze di vita.

OMSI 2 è un simulatore molto fedele di alcuni autobus berlinesi di Spandau nel periodo che va dal 1986 al 1994. Nel gioco è possibile selezionare qualunque data e ora e mettersi alla guida di un autobus seguendo il corretto percorso e orario del tempo. Uno dei servizi di auto arriva fino alla frontiera Ovest con la Germania Est su Heerstrasse.

Qui come è oggi.

Mentre qua come era nel videogioco con il muro

E qui un dettaglio della frontiera con la Germania Est

Anche i videogiochi possono avere il loro valore nel ricordarci la nostra storia.