Giro intorno all’Europa: da Bruxelles a Goteborg

Continua il mio tour attorno all’Europa in Flight Simulator. In questa puntata vedremo le 4 tappe che dalla Francia mi hanno portato in piena Scandinavia passando sopra ad un numero incredibile di pale eoliche.

Bruxelles – Amsterdam Lelystad

Volo molto semplice: dritto verso nord sorvolando l’europorto di Rotterdam, l’aeroporto di Schiphol e i canali di Amsterdam. Quindi virata verso est fino a raggiungere l’aeroporto dove atterrare.

Lo scenario dal nord della francia diventa mano a mano più densamente popolato: i porti son enormi quartieri di capannoni e cisterne.

A circa un’ora di volo finalmente si sorvola Schiphol, uno degli aeroporti riprodotti a mano. Dall’altitudine del sorvolo non si notano tutti questi dettagli. Poco dopo si è sopra Amsterdam. Anche qua il framerate ha avuto un tracollo mentre facevo un’orbita attorno alla stazione, uno delle strutture riprodotte a mano.

Da qui verso est il volo è stato completamente tranquillo. L’aeroporto dove ho scelto di atterrare è probabilmente chiuso nella realtà, e ospita un museo, ma qui fortunatamente è completamente aperto ed illuminato.

Amsterdam

Lelystad – Amburgo

Il piano di volo è abbastanza semplice: nordest fino al mare, quindi seguire la costa fino ad incontrare la foce del fiume Elba, e quindi scendere fino ad Amburgo.

Nella pratica senza un minimo di mappe è difficile stimare dal cielo quale sia l’imboccatura corretta da prendere, e ho girato un po’ a casaccio cambiando spesso rotta.

Ad un certo punto, quando avevo effettivamente trovato il fiume Elba suona un allarme: Poco carburante.

Nonostante l’allarme non mi affretto particolarmente e mi prendo il mio tempo per un breve sorvolo della città di Amburgo. Anche qua il calo di framerate è notevole.

Finito il giro turistico atterro, e per la prima volta ho un traffico in coda di qualche minuto. Considerando la velocità del mio aereo ad eliche rispetto ad un Jet di linea mi affretto a sgombrare la pista.

Amburgo

Amburgo – Copenaghen Roskide

Tra questo volo e il precedente ho ritoccato le impostazioni grafiche in modo da migliorare il framerate sulle città.

Prima di decollare chiamo il camion del rifornimento e riempio tre quarti del serbatoio in modo da non andare incontro ai problemi di ieri.

Decollo al tramonto e compio un nuovo giro turistico su Amburgo passando sopra la torre contraerea della seconda guerra mondiale.

Nel volo notturno punto verso nord, con l’idea di sorvolare Kiel, ma mi trovo troppo a est. Seguo la costa nel tentativo di trovare il memoriale navale della prima guerra mondiale con annesso U-Boot, ma non ne trovo traccia. Probabilmente sono fuori dalla zona riprodotta con fotogrammetria.

Il sole oramai è quasi dietro l’orizzonte e punto verso nord mentre le luci a terra cominciano ad accendersi.

Ho notato un probabile eccesso di luci rosse nello scenario. Vero che le luci di ingombro sono spesso rosse, ma mi sembrano un po’ troppe rispetto alla realtà che vedo da terra, o in volo avvicinandomi agli aeroporti.

Atterro senza grossi problemi a Roskide.

La torre contraerea di Amburgo

Roskide – Goteborg

Ieri ho volato al tramonto, quindi oggi ho deciso di volare all’alba.

L’alba sul mare del nord è parecchio nebbiosa e a malapena vedo terra da 1000 piedi. Parto verso est andando a cercare il famoso ponte che collega la Danimarca alla Svezia. Il ponte è riprodotto, ma non fedelmente. Non è mostrata la struttura centrale con gli alti piloni, ed è visibile solo come ponte stradale e non come ponte a due piani ferroviario e stradale.

Sempre più o meno avvolto nella nebbia punto verso nord sorvolando sostanzialmente un ampio tratto di mare.

Non vedendo ragioni di volare a bassa quota sulle onde salgo fino a 3000 – 4000 piedi, più o meno al limite del fronte nuvoloso.

Per tutto il volo sono immerso nella luce dell’alba che filtra attraverso nebbia e nuvole. Un effetto decisamente artistico.

Arrivo a Oslo e probabilmente atterro sulla pista sbagliata, però la torre di controllo non si lamenta

Il Ponte

Nei prossimi giorni comincerò a muovermi verso est attraversando tutta la Scandinavia. Non mi aspetto di trovare molto di più che un sacco di laghi e foreste… vedremo.

NBA 2K20: l’eroe dai mille volti sbagliati

La serie NBA 2K si ripete anno dopo anno con poche differenze rilevanti. La modalità “carriera” però è probabilmente quella che riserva più variazioni.

Nella modalità carriera è possibile interpretare un singolo giocatore e partendo dalla scuola entrare in NBA.

Quest’anno il percorso dalla scuola all’NBA è un vero e proprio film, con tanto di regista (Sheldon Candis), e attori riprodotti in 3D e voce del calibro di Idris Elba e Rosario Dawson.

L’eroe della storia invece ha le sembianze e le caratteristiche di gioco scelte dal giocatore. Infatti questo “film” è solo la parte introduttiva di una più elaborata modalità di gioco, che da spazio a diversi ruoli.

Nel film invece si interpreta fondamentalmente il playmaker. Poco importa se si è configurato un bianco bassetto e tarchiatello che non riuscirebbe a schiacciare neppure usando la scala: si viene trattati come un novello Michael Jordan.

Questo naturalmente è accentuato dal fatto che è l’attore Deric Augustine a prestare voce e movenze a qualunque personaggio si crei, e quindi la dissonanza ludonarrativa è particolarmente forte quando si interpreta un bianco che scimmiotta movenze da ghetto.

Questo è il tipico caso in cui le opzioni di personalizzazione giocano completamente contro la storia che si vuole raccontare: è esattamente come se in Grand Theft Auto San Andreas avessimo potuto interpretare ad esempio una donna ispanica al costo di CJ.

Flight Simulator: Lo scenario

Lo scenario di Flight Simulator è certamente una delle caratteristiche più stupefacenti di questo nuovo titolo. Il mondo intero è stato modellato utilizzando i dati di Bing Maps, ovvero le immagini satellitari, le foto aeree, e i dati delle mappe stesse creando uno scenario variato e verosimile.

I sistemi utilizzati sono allo stesso tempo stupefacenti e con ampio margine di miglioramento: stupefacenti perché quasi tutte le strutture presenti sul pianeta son riprodotte in qualche modo (si, è molto probabile che riuscirai a vedere casa tua) ma allo stesso tempo a ci sono molti errori, ad esempio il mio palazzo e in generale i palazzi del mio paese sono rappresentati con palazzine di 2 piani quando possono arrivare a superare i 10.

Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le tecnologie utilizzate da Asobo.

Fotogrammetria

Per alcune città Bing map ha una serie di foto aeree scattate a circa 45 gradi. Sono quindi visibili molto bene le facciate dei palazzi. Da queste fotografie è possibile ricostruire uno scenario tridimensionale estremamente verosimile.

Milano è una delle città per il quale gran parte del centro è prodotto con questa tecnica, e il risultato è eccellente. Ecco ad esempio piazzale Loreto

Si notano i cartelloni (di circa 5 anni fa) e in generale l’effetto è gradevole anche con il buio anche se le foto son state scattate di giorno.

L’unico problema rilevante che ho notato della fotogrammetria è che le strade hanno spesso auto e alberi fissi nello scenario, e si notano volando molto bassi o provando ad atterrare. Da 1000 piedi invece l’effetto è praticamente perfetto, e tutti i landmark sono visibili.

Scenario autogenerato

La gran parte del mondo è riprodotta usando lo scenario autogenerato con la tecnologia di Blackshark.ai.

Il risultato in questo caso è misto: funziona molto bene da una certa distanza, e probabilmente se non si conosce personalmente il luogo in cui si sta volando l’illusione di realismo riesce meglio.

I palazzi sono generati partendo dalle foto, quindi le forme e gli ingombri orizzontali risultano quasi sempre corretti, anche i colori tutto sommato sono abbastanza corrispondenti alla realtà

Ci sono però un po’ di difetti: il sopracitato problema con le altezze dei palazzi autogenerati; i torrenti son rappresentati come fiumi, il che stona veramente tanto quando si vola in montagna; troppi alberi, decisamente troppi alberi, e troppo in alto; mancanza di una serie di costruzioni tipiche come le chiese.

Ma nonostante questi difetti vediamo come si compara con la realtà da una discreta distanza. (lo zoom è legermente differente quindi lo sfondo è più lontano)

Simulatore
Realtà

Scenario costruito a mano

Naturalmente sopra a tutte queste soluzioni algoritmiche nulla può battere il lavoro di un artista. Il gioco naturalmente permette di inserire nello scenario delle strutture costruite manualmente e anzi le evidenzia anche sulla mappa. Non son molte, certamente non così tante come nei vecchi Flight Simulator, e ci sono delle carenze eccellenti tipo Notre-Dame, però capisco anche la volontà di lasciare spazio ai produttori di scenari aggiuntivi venduti attraverso il negozio interno del gioco.

Ecco ad esempio il castello di Neuschwanstein

Considerazioni finali

Per essere lo scenario base di un titolo da 60 – 120 euro è qualcosa di sbalorditivo. Il risultato generale è nettamente migliore di quello che si poteva ottenere sui precedenti titoli installando una vasta serie di contenuti aggiuntivi sia gratuiti che a pagamento, e anche abbastanza costosi se penso alle mappe di ORBX.

Nonostante questo rispetto ai vecchi capitoli si sente la mancanza di alcuni piccoli tocchi inseriti manualmente: per esempio i grattacieli di Vimercate (le torri bianche) in FSX erano rappresentati in qualche modo, mentre qua sono due generiche torri del colore e forma sbagliate.

Nulla naturalmente che non possa essere sistemato da modder e scenari aggiuntivi a pagamento, come ad esempio è già successo al lancio per Londra.

In ogni caso questo scenario è una delizia da volare a bassa quota, e infatti per ora il mio aereo preferito è il Piper Cub, per volare a bassa quota e bassa velocità e senza avere in mezzo le ali ad ostruire la vista a terra.

Giro attorno all’Europa in Flight Simulator: le prime 4 tappe

Son cambiate un po’ di cose dal mio ultimo post, e piano piano mi rimetterò in pari.

Ho finalmente cambiato computer, e la mia nuova macchina riesce a far girare sufficientemente bene il nuovo Flight Simulator.

Di Flight Simulator scriverò diffusamente in una serie di recensioni mano a mano che continuerò ad accumulare ore di volo.

Per ora ho cominciato un altro bel viaggio senza muovermi: un giro d’europa su un piccolo bimotore da turismo partendo da Milano, Bresso per andare in Scandinavia passando dalla Francia, quindi scendere dalle penisole baltiche, alla Bielorussia, Ucraina, Romania, fino alla Bulgaria dove dirigendomi verso est passando dall’Albania ritornare in Italia per chiudere il giro sorvolando tutto lo stivale dalla Puglia a Milano.

Il volo è diviso in tappe di 200-300 chilometri, che corrispondono circa a un’ora di volo su un Diamond DA62.

Userò questo blog come diario di viaggio: ecco le prime 4 tappe che ho portato a termine finora.

Bresso – Courchevel

Punto di forza di Flight Simulator è certamente lo scenario completamente basato sulle foto aeree e satellitari di Bing. Questo si traduce in una esperienza di estrema familiarità con i luoghi che si sono visitati dal vivo, soprattutto in termini di strade, fiumi, e ferrovie.

Decollando da Bresso è molto semplice cominciare a seguire l’autostrada Milano Torino, e una volta giunti a Torino continuare verso la val di Susa

Dalla Val di Susa si può salire fino alla diga del Moncenisio e da li sorvolare abbastanza agilmente le alpi fino a Courchevel.

L’aeroporto di Courchevel è tra quelli ricostruiti a mano dagli sviluppatori: è un interessante atterraggio alpino su una pista estremamente pendente. Il mio primo errore atterrando è stato quello di frenare in salita, bloccandomi ad un certo punto e non riuscendo più a salire neppure a pieni motori.

Volando con il meteo in tempo reale non ho certamente trovato condizioni idilliache per volare, ma fortunatamente non c’era particolare vento sulle alpi.

Courchevel – Digione

La partenza da Courchevel è probabilmente ancora più emozionante dell’atterraggio: ci si lancia letteralmente lungo una scarpata fino a prendere sufficiente velocità per decollare. A quel punto il percorso è un divertente zig zag tra le vallate alpine francesi fino ad arrivare al lago di Annecy.

Da qui in avanti è più che altro un sorvolo sulla campagna francese, che seppur fedelmente riprodotta risulta assolutamente monotona.

Avevo scelto un piccolo aeroporto a sud di Digione per l’atterraggio ma una volta giunto a destinazione il sorvolo mi ha mostrato che la pista non era di lunghezza sufficiente per garantirmi di essere in grado di decollare. Ho deciso quindi di optare per Dijon-Darois: un piccolo air club che il videogioco – probabilmente in modo molto ottimistico – rappresenta anche con degli autobus per il trasporto passeggeri.

Dopo un paio di avvicinamenti falliti riesco a mettere le ruote a terra e in qualche modo arrivare al parcheggio.

L’aeroporto di Digione (autogenerato)

Digione – Parigi

Un lungo sorvolo della campagna francese, opto per ascoltare un podcast durante tutto il tragitto. Cieli nuvolosi in partenza e completamente sereni sopra Parigi. Il nuovo sistema meteorologico è praticamente perfetto nel rappresentare le transizioni tra diverse condizioni e si ha decisamente l’impressione del lasciarsi le nuvole alle spalle.

Opto per l’aeroporto di Le Bourget – assolutamente sovradimensionato per il mio aereo – per aver la possibilità di sorvolare la città.

Su Parigi devo dire che il framerate ha cominciato ad arrancare. Molto più che su Milano. Devo ancora spippolare sulle impostazioni per avere qualcosa di accettabile senza sacrificare troppo della bellezza del gioco.

Dopo aver sorvolato la Torre Eiffel e aver constatato l’assenza di Notre-Dame (delle inconsistenze a volte incredibili dello scenario scriverò più diffusamente in un altro post) sono atterrato, e dopo un lungo percorso verso il parcheggio ho spento i motori per la giornata.

Parigi – Bruxelles

Partendo da Parigi mi son diretto verso est nel tentativo di sorvolare Eurodisney. I parcheggi son ben riconoscibili, ma purtroppo il parco di divertimenti è riprodotto con le strutture autogenerate. Niente castello della bella addormentata insomma.

Punto verso nord, ed è ancora un bel pezzo di pianura coltivata e pochi paesi.

Ad un tratto una novità nel panorama, le pale eoliche. Probabilmente ci avviciniamo al mare e i venti prevalenti cominciano a farsi sentire. Ed effettivamente il numero di turbolenze a coi vado incontro è molto più alto dei giorni precedenti.

Arrivato a Bruxelles passo per la foto di rito all’Atomium e quindi mi dirigo verso l’Aeroporto di Bruxelles-National, un altro aeroporto enorme per il mio piccolo aereo.

Viaggiare senza muoversi: Truck Simulator e la radio

In questi mesi una delle cose che mi è mancata di più è stata la possibilità di spostarmi e viaggiare.

Ho parzialmente compensato questa voglia di muovermi usando euro truck Simulator e American truck Simulator.

Ci son state settimane in cui ho guidato molto di più sul computer che in auto.

Tra i ricordi dei viaggi in auto all’estero è sicuramente l’autoradio ad aver segnato il passaggio dei confini, quando le radio italiane lasciavano posto a quelle tedesche, francesi, o slave.

C’è una mod amatoriale per i due eurotruck che sintonizza a seconda della propria posizione sulla mappa delle radio locali che trasmettono in streaming.

Grazie a questa mod si può effettuare un viaggio sonoro che rende molto più realistico lo scenario virtuale che si attraversa.

L’ho usato in Europa viaggiando verso la Turchia o verso la Russia e più recentemente l’ho usato negli Stati Uniti per l’evento di esplorazione dell’ Idaho.

E in particolare con le radio in lingua inglese ci di può fare una idea della situazione contemporanea negli Stati Uniti, e scoprire quanta musica americana non è mai arrivata in Europa.

La possibilità di sintonizzare radio virtuali è una opzione semplice da implementare che può cambiare radicalmente l’esperienza di gioco.