Gli Ultimi Jedi

Nel corso delle Star Wars Celebration finalmente son cominciate ad uscire le prime notizie ufficiali sul prossimo capitolo di Guerre Stellari, e soprattutto il primo trailer

Vediamo che Luke sembra almeno questa volta avere un ruolo centrale, vediamo Rey addestrarsi, e vediamo una fila di battaglie con una serie di veicoli nuovi, anche alcuni che sembrano usciti da Mad Max.

La luce, l’oscurità, l’equilibrio: il tono impostato da questo film sembra voler essere più cupo del precedente, anche nella fotografia, e probabilmente nelle tematiche affrontate. Se a Disney hanno imparato qualcosa da Rogue One è che oramai la saga è rivolta ad un pubblico adulto che non disdegna se la vicenda diventa drammatica.

Vediamo nei prossimi mesi come saranno i nuovi trailer, e come Rian Johnson deciderà di completare il montaggio di questo film.

Recensione di Ghost in the Shell (2017)

Ghost in the Shell è il remake live action in salsa hollywoodiana dell’omonimo franchise giapponese.

Si tratta di una storia a se stante (che non chiude la possibilità di un sequel) dove vediamo questa nuova incarnazione del Maggiore interpretato da Scarlett Johansson.

La vicenda è una sintesi tra il film del ’95 e Innocence: molte scene sono copiate per intero, e altre riproposte con alcune variazioni. Ritroviamo oltre ai cyborg, i robot di Innocence, le mimetiche termo-ottiche, e diversi personaggi tratti da questi due film.

Se non conoscete Ghost in the shell aspettatevi un film di azione abbastanza lento, e aspettatevi anche di non riuscire proprio a seguire tutta la storia dato che alcune scene sono inserite solo come riferimento.

Se conoscete Ghost in the shell non aspettatevi lo stesso livello di intreccio politico degli originali, e neppure una filosofia particolarmente originale sulla vita delle e nelle macchine.

L’aspetto più godibile del film è certamente la scelta estetica della città, che in molte immagini sembra addirittura disegnata, e in particolare l’onnipresenza di enormi ologrammi pubblicitari. Le musiche, al contrario, non sono paragonabili con quelle originali.

Il film e la storia non aggiungono nulla al franchise originario.

Ghost in the shell non è un brutto film, ma il peso del classico originale rende impossibile non far paragoni e allo stesso tempo il timore reverenziale da parte del regista lo ha portato a far scelte che non facilitano la visione a chi non conosce già il franchise.

Ghost in the shell funzionerebbe molto meglio se al posto di essere Ghost in the shell fosse una storia sufficientemente originale e scollegata dall’opera giapponese.

Otto Mesi di No Man’s Sky

Dopo l’aggiornamento dello scorso mese come prevedibile gli ultimi 30 giorni sono stati tranquilli sul fronte delle notizie. Vediamo quanti giocatori sono tornati attivi in seguito all’introduzione dei veicoli.

Steam Spy registra 856k copie vendute, più di quanto ne registrava lo scorso mese ma sempre nel margine di errore della rilevazione (abbiamo visto il numero ondeggiare negli 8 mesi, ma mai superare il milione di copie). La percentuale dei giocatori attivi è scesa da 10.27% a 5.75%, passando per un picco al 19% Giovedì 23 Marzo: possiamo quindi dire che questo secondo update non è riuscito a far tornare la massa critica del 24% dei giocatori del Foundation Update.

Sul fronte delle valutazioni di Steam il 37% è negativo negli ultimi 30 giorni, ma globalmente siamo passati da 64% di negative a 68%. Il giudizio rimane quindi sempre tra il misto e il negativo, e le statistiche di gioco ci dicono che c’è ancora molto da fare.

Sul fronte delle notizie nell’ultimo mese a parte gli Hotfix di rito successivi ad un grosso aggiornamento, possiamo vedere che Hello Games ha aperto alcune posizioni lavorative per il comparto tecnico, quindi possiamo immaginare che voglia aumentare in futuro gli sforzi su questo gioco, oppure che stia muovendosi verso qualcosa di diverso.

E anche per questo mese è tutto.

L’importanza del Finanziamento Pubblico Nella Produzione Culturale

Uno dei punti messi in discussione dal Presidente Trump è il finanziamento della PBS. PBS è l’equivalente americano della RAI, o della BBC: non è finanziato interamente con fondi Federali, ma anche dalle televisioni consociate al network e da varie corporation. Gran parte della programmazione PBS verte su scienza e tecnica, cultura e storia, o trasmissioni per bambini (come ad esempio Sesame Street); in passato ha insegnato anche a cucinare tramite Julia Child.

Nella incarnazione attuale PBS cofinanzia tramite PBS Digital Studios diversi interessanti canali di youtube come crashcurse, Idea channel, o It’s Okay To Be Smart.

Questi canali che producono molto materiale che viene liberamente utilizzato come materiale didattico ad oggi potrebbero vedersi ridotti drasticamente i fondi pubblici.

PBS non è sostenuta direttamente con un canone, e il peso per i contribuenti è di pochi dollari all’anno (distribuiti tra l’altro in base al reddito, a differenza del canone) quindi l’argomento del risparmio non è molto valido.

Rimane una argomentazione politica sull’idea che il pubblico non debba entrare nella produzione culturale in alcun modo: per quanto possa essere d’accordo che la televisione pubblica dovrebbe limitare le trasmissioni di puro intrattenimento a basso costo (per intenderci i contenitori quotidiani, i reality, i quiz, e gran parte dei varietà), posso accettare che produca grossi eventi o collaborazioni internazionali (Sanremo, Eurovision, e magari si tornasse a Giochi Senza Frontiere), mentre sulla produzione culturale e sulla divulgazione storica e scientifica penso che il pubblico debba contribuire nei finanziamenti.

Vero: le aziende private potrebbero nel loro buon cuore sponsorizzare queste trasmissioni o addirittura produrle, ma se con il finanziamento pubblico si rischia che l’ideologia del governo passi nelle trasmissioni, è poi così peggio dell’ideologia che McDonald’s potrebbe mettere in un programma di cucina? O Coca Cola in un programma che parla degli effetti dello zucchero? La net neutrality spiegata da Google?

Per quanto possa credere che lo Stato debba essere limitato non posso pensare che l’educazione venga delegata alle promozione aziendale.

Per questo è importante PBS

Non c’è più il futuro di una volta

Oggi in un universo alternativo nasceva Leon, uno dei replicanti cacciati da Deckard in Blade Runner.

Blade Runner si svolge nel 2019, a Novembre. Manca poco.

Manca poco e ancora non abbiamo androidi umani di sesta generazione, e non abbiamo neppure le macchine volanti. Anche sul tema delle megacostruzioni (Arcologie) non siamo esattamente competitivi, nonostante nell’ultimo decennio siamo stati in grado di spingerci parecchio in alto.

Non parliamo poi delle colonie extramondo, da dove Leon fuggiva per tornare sulla terra, e neppure i dirigibili con la pubblicità sorvolano i nostri cieli.

Le videochiamate dalle cabine telefoniche non sono il nostro modo principale di comunicare anzi, proprio le cabine telefoniche non le usa più nessuno perché tutti hanno un cellulare – in grado di fare videochiamate – che però nessuno usa. In realtà si chatta di più e si parla di meno, ci si fanno un sacco di selfie, e i social media sono al centro delle nostre vite.

Un mondo molto diverso dalla Los Angeles notturna, sovrappopolata, e costantemente piovosa del 2019 cinematografico.

Proprio vero: non c’è più il futuro di una volta.