12 is better then 6

12 is better then 6 è uno shooter con visuale dall’altro ambientato nel vecchio west.

Il gioco per molti aspetti è simile ad Hotline Miami: morte con un sol colpo (sia il protagonista che gli avversari), livelli abbastanza corti, accento sullo stealth, effetti grafici splatter.

Le differenze con Hotline Miami sono la gestione articolata delle armi (occorre armare il cane della pistola, o muovere la leva del Winchester, oltre a ricaricare un colpo alla volta), e la grafica disegnata a mano molto dettagliata ma che a volte mimetizza i nemici, l’IA dei nemici leggermente più furba di quella di Hotline Miami che quindi spinge più ad un approccio più rapido.

La storia riguarda un messicano che ha perso la memoria e per riconquistarla attraverserà tutti i cliché del vecchio West, dall’assalto al treno, agli accampamenti indiani, ai fortini dell’esercito, agli sceriffi corrotti, e persino i minatori cinesi.

La storia non è particolarmente memorabile e naturalmente il tutto si concentra sul gameplay: il gioco dura circa 6 ore e i livelli sono sufficientemente variati da non venire a noia.

Una volta finito il gioco si accede ad una modalità “infinita” con classifica online per i migliori pistoleri.

Per 7€ penso sia un gioco da aggiungere alla vostra collezione, se vi piace l’azione veloce e il west.

Il Mandela Effect

Un sacco di gente è convinta che Mandela sia morto in prigione negli anni ’80. A parte il non conoscere la storia del Sud Africa (o almeno il film Invictus) l’aspetto particolare di questo fenomeno è che un sacco di gente sia convinta dello stesso fatto errato. Altri esempi possono essere la strega di biancaneve nel cartone animato disney che tutti ricordano dica “specchio specchio” ma invece dice “specchio servo”, o che C3PO in Guerre Stellari non è tutto dorato ma ha un braccio più chiaro. Queste memorie false collettive sono chiamati Effetto Mandela.

Ma non è solo la memoria collettiva ad essere piena di falsi ricordi: anche la memoria personale è estremamente influenzabile: ad esempio curiosamente io ero convinto di aver già scritto su questo blog dell’effetto Mandela, ma non ho trovato traccia dell’articolo nell’archivio.

La nostra memoria – anche se perfettamente sani – non è infallibile e può essere condizionata sia casualmente, sia volontariamente, attraverso alcuni metodi di persuasione. Questa è una delle ragioni per cui determinate bufale basate sul ricordo dei tempi andati fanno una grande presa, o anche come molte notizie false possono entrare nella memoria collettiva ed essere addirittura arricchite di dettagli aggiunti involontariamente da chi le ha sentite e rielaborate senza malizia.

Ed è questa la ragione per cui conviene sempre verificare tutte quelle piccole nozioni che si è sicuri di sapere per certo, e allo stesso tempo perché occorre tenere una memoria collettiva e personale ben documenta, e per questo fortunatamente Internet è ottima.

Ti lascio con questo esperimento

E3 2017

Siamo nella settimana dell’E3 la più importante fiera di elettronica, e certamente l’evento cardine dell’industria videoludica, in particolare su console.

Nel corso del weekend si sono svolte le conferenze delle principali case, sia quelle produttrici di console (Sony, Microsoft, e Nintendo), sia quelle produttrici di videogiochi come EA, Ubisoft, e Bethesda.

Cosa abbiamo visto quest’anno? Tanti i nuovi giochi presentati, alcuni noti, alcuni a sorpresa; tanti sequel, tanti DLC, qualche remaster, molte idee derivate da IP noti.

Ma volendo riassumere quali sono i trend di questa stagione?

Azione in terza persona

I giochi per console sembrano essere al 90% azione in terza persona sia che parliamo di robot futuristici, assassini in Egitto, esploratori, o eroi fantasy di ispirazione orientale, o nordica. Al di fuori della modalità di gioco in terza persona con telecamera più o meno dietro le spalle naturalmente questi giochi anno varie differenze meccaniche, ma i due concetti che vanno per la maggiore sono l’open world, e il moltigiocatore collaborativ. Nel frangente dei multigiocatore collaborativi abbiamo A Way Out dove impersoneremo 2 carcerati in fuga attraverso un sistema di collaborazione via splitscreen che sembra essere meccanicamente una novità.

Esperienze cinematografiche

Un altro punto comune visto in molti giochi quest’anno è l’idea di una narrazione cinematografica di una storia: questo è particolarmente evidente nei casi in cui la narrazione cinematografica non è necessaria, come in Need For Speed o nei giochi sportivi della Electronic Arts. La modalità cinematografica purtroppo si traduce meccanicamente in cutscene e Quick Time Event che sono usati come scorciatoia per evitare di costruire meccaniche più complesse.

Pirati

Abbiamo ben due giochi multiplayer collaborativi dedicati ai pirati: il più fumettoso Sea of thieves e il più drammatico Skull and Bones. I giochi di combattimento navale negli anni dei velieri erano per ora stati dominio dei piccoli produttori indipendenti, ma le major hanno notato questo trend nascente e hanno deciso di buttarsi, forti anche del successo di Assassin’s Creed IV Black Flag qualche anno fa.

Riassumendo in questa E3 le grosse case hanno dimostrato di volersi prendere pochi rischi e presentare prodotti abbastanza consolidati, su trend o IP di sicuro successo.

Non solo: anche lo stile di presentazione è stato ancora più maniacalmente attento rispetto a quello degli scorsi anni, e quindi abbiamo visto sul palco molti meno sviluppatori, e molte meno demo dal vivo (almeno nelle presentazioni ufficiali). Penso che l’industria abbia imparato la lezione da No Man’s Sky e voglia evitare a tutti i costi altri “hype train wreck”.

Addio Greenlight, benvenuto Direct

Come annunciato da qualche mese Steam ha finalmente chiuso il programma Greenlight per avviare Steam Direct.

Ricapitoliamo rapidamente la storia di Steam fino a questo punto: Steam comincia nel 2002/2003 come piattaforma di distribuzione online di Valve, e inizialmente viene utilizzata proprio solo per i giochi di Valve, in particolare Counter Strike. Dal 2005 apre il negozio ad alcuni grossi publisher e nel corso dei 5 anni successivi è andato via via a consolidare la sua posizione dominante come marketplace digitale per i giochi su PC riducendo nel contempo parecchio la quota di mercato delle copie fisiche. La fine del distribuzione fisica permette l’accesso al mercato a molte piccole case o sviluppatori indipendenti.

In questo contesto Steam si rende conto che il contorto e arbitrario sistema per un distributore di accedere alla piattaforma sta scoraggiando alcuni indie, e il caso più eclatante sarà Minecraft (che finirà a Microsoft). Per questa ragione Steam lancia Greenlight, un sistema in cui chiunque può proporre il suo videogioco (o anche solo un abbozzo di idea di videogioco) e una volta raggiunti abbastanza voti da parte della comunità, ricevere il permesso di pubblicarlo su Steam.

Greenlight ha causato la rottura degli argini inondando Steam di “showelware” che come abbiamo visto ha portato alla pubblicazione di quasi 5.000 titoli solo nel 2016: Steam si è quindi trovata di fronte al problema di come arginare questa ondata di software di bassa qualità che ha un effetto negativo sul mercato dei videogiochi e sulla qualità generale del marketplace.

La risposta è appunto Steam Direct, un sistema di accesso al mercato chiaro ma rigoroso: si tratta di compilare una serie di “scartoffie digitali” dimostrando quindi di essere effettivamente una azienda minimamente in grado di fornire un servizio, e quindi anticipare 100$ che verranno restituiti al primo pagamento di 1000$. Naturalmente a questo seguirà un processo di approvazione del videogioco pubblicato, e nel caso dei nuovi iscritti anche un periodo di 30 giorni nel quale Valve potrà verificare che il nuovo partner non voglia fare qualcosa di illegale come riciclare del denaro.

Steam Direct sarà lanciato oggi e sulla carta sembra un buon sistema.

Dieci Mesi di No Man’s Sky

Abbiamo raggiunto quota 10 mesi dal rilascio di No Man’s Sky: il prossimo aggiornamento si avvicina, e Hello Games è tornata alla guida dell’hype train con delle interessanti manovre di marketing, sempre nel loro stile offuscato.

Ma cominciamo con le statistiche.

Secondo steam spy siamo a quota 857 mila copie vendute, ma come sappiamo questo numero oscilla mese su mese, e quindi possiamo assumere che non siano state vendute molte copie nell’ultimo mese. I giocatori attivi sono scesi ulteriormente al 3.6%-

Il 60% delle recensioni è stato negativo negli ultimi 30 giorni, mentre globalmente la percentuale rimane al 68% di negative come lo scorso mese.

E ora passiamo al mistero: hello games ha spedito ai moderatori delle comunità Reddit dedicate al videogioco alcune audiocassette: analizzando queste cassette è stato possibile scoprire la parola Portal. Il tutto è apparentemente collegato ad un ARG chiamato “Waking titan” che potrebbe essere legato ad alcuni elementi del lore di no man’s sky lanciato il 28 Maggio.

Sembra quindi che stia bollendo qualcosa in pentola, probabilmente collegato con il prossimo aggiornamento, e questo naturalmente ha fatto ripartire le speculazioni dei fan rimasti a sostenere questo gioco. Purtroppo Hello Games al posto di annunciare chiaramente le proprie intenzioni, e quindi agire su esse, preferisce organizzare delle cacce al tesoro per i pochi fans che le sono rimasti, e potenzialmente illuderli ancora di più mettendosi a rischio di un ulteriore disastro.

Staremo a vedere cosa succede nelle prossime settimane