Non conta chi voti ma come conti i voti

Dopo una lunga notte di attesa sono arrivati i risultati delle elezioni britanniche, e sono disastrosi per Theresa May.

Ma chi governerebbe oggi nel Regno Unito se fosse in vigore la nostra attuale legge elettorale, detta “Consultellum”?

Nel Consultellum è previsto un premio di maggioranza per il primo partito che supera il 40% nel voto proporzionale nazionale. Il premio di maggioranza garantisce automaticamente il 55% dei seggi. Nel caso britannico 358 che andrebbero ai Conservatori. I restanti 292 verrebbero quindi ripartiti proporzionalmente tra tutti quei partiti che superano lo sbarramento al 3%: i Laburisti con il 40% prenderebbero 234 seggi; i Liberal Democratici, che con il maggioritario hanno ottenuto un buon risultato nazionale ma pochi seggi, salirebbero a quota 41; mentre il Partito Nazionale Scozzese, presente solo localmente, scenderebbe a 17 seggi.

Tutti gli altri partiti, compreso il Partito Unionista Democratico che ora ha un ruolo vitale per l’esecutivo di Theresa May, si troverebbero sotto la soglia di sbarramento.

In termini percentuali la terrificante sconfitta di Theresa May corrisponde ad un passaggio dal 36.9% del 2015 al 42.4% di oggi, con un guadagno di due milioni e trecentomila voti.

Questo semplice esercizio di fantapolitica rende chiaro come optare per un sistema elettorale al posto di un altro possa trasformare una incredibile debacle in un discreto successo.

Certo: il sistema elettorale ha il suo ruolo nell’influenzare l’elettore, e in particolare un sistema uninominale come quello Britannico tende a premiare i partiti locali come quello scozzese e quelli nord irlandesi, e a penalizzare i partiti nazionali minori come appunto i Lib Dem.

Ma è proprio questa grossa discrepanza tra sostanziale sconfitta e discreta vittoria dovuta solo ad un conteggio diverso dei voti che dovrebbe farci prestare estrema attenzione quando si discute di legge elettorale, come sta succedendo in questi giorni nel parlamento Italiano. La democrazia non è tanto garantita dal poter esprimere liberamente il proprio voto, quanto dal fatto che questo voto possa rappresentare equamente l’elettorato.

E su quale sistema sia migliore possiamo dibattere in eterno.

Il problema di Passengers

Passengers era stato definito come una delle più promettenti sceneggiature originali scritte negli ultimi anni nell’ambito della fantascienza. L’ho visto e non mi ha per nulla convinto.

L’idea centrale degli unici svegli su una barca automatica pesca da diverse ispirazioni, da Wall-E che a sua volta pesca dalla serie di Guida Galattica e in modo più laterale Starship Titanic.

La premessa della storia per quanto non estremamente originale è comunque buona, e la costruzione del mondo in cui questi umani viaggiano per decenni in ibernazioni è altrettanto ben fatta: buone anche le riflessioni sul senso della vita e della longevità sia sulla terra, che sulle colonie, che intrappolati su una nave per tutta la vita.

Buono anche il ragionamento sulla solitudine che traspare dal primo atto, forse un po’ lungo.

Possiamo anche salvare la storia d’amore del secondo, e l’idea stessa dell’amore che traspare da questo film, che però va molto vicino all’idea che chiunque sia l’anima gemella di chiunque date opportune circostante.

Il problema che invalida tutto il film è la meccanica con cui procede la storia: si tratta di una serie di ex machina (a partire da quello che avvia tutta la vicenda) che spingono avanti la storia in ogni momento in cui si blocca, e si spingono così oltre da risolvere e giustificare anche il dilemma morale del protagonista.

Da una parte vedo il problema sempre più comune del cercare di creare una trama più intricata del necessario, mentre dall’altro noto come proprio per evitare di far deragliare la trama ogni elemento viene costruito come un ingranaggio facendo scattare il successivo. Questo non è di per se male: il problema è che gli ingranaggi son ben visibili e quindi diventa particolarmente arduo sospendere l’incredulità.

Una delusione.

Gotham: la terza stagione

Si è conclusa lunedì scorso la terza stagione di Gotham: la serie dedicata alla giovinezza di Bruce Wayne.

Questa serie ha saltato lo squalo da quando i personaggi morti sono cominciati a tornare in vita in un modo o nell’altro: la morte di un personaggio secondario in una serie prequel come Gotham dovrebbe essere una ottima occasione per rendere più drammatica la storia, e soprattutto per togliere di mezzo i personaggi secondari non canonici nella vicenda originale di Batman. In Gotham purtroppo si è optato per far morire alcuni personaggi principali per poi farli tornare in vita dopo poco.

Questa stagione è strutturata in 2 parti: Mad City, che si è conclusa a Gennaio con il quattordicesimo episodio, e Heroes Rise negli episodi dal 15 al 22.

Nonostante l’arco narrativo complessivo sia completamente in vacca la serie rimane abbastanza godibile nei singoli episodi, in particolare in quelli più procedurali: in questa stagione si completano i personaggi di Jocker, Riddler, e Mad Hatter insieme a molti altri secondari. In particolare la Corte dei Gufi che avrà un ruolo fondamentale nella nascita di Batman.

Insomma: una serie ancora sufficientemente godibile che forse è arrivata al punto di mostrarci Bruce Wayne come lo vogliamo vedere.

D Day: dove erano le forze armate tedesche?

Oggi è il 6 Giugno, la data in cui le forze alleate hanno messo piede in Francia sfondando con enorme sacrificio il vallo atlantico.

Delle difese in Normandia, e di come sia stato arduo conquistare le spiagge e le scogliere sappiamo tutto, come sappiamo tutto del valore dei paracadutisti nella notte del 5.

La storia meno nota di questa operazione ha a che fare con la risposta tedesca: l’esercito ha cercato di arginare l’invasione, ma dov’erano la marina e l’aviazione?

Scopriamolo in questi 2 video

Il video della fine del mondo

CNN negli anni ’90 aveva prodotto un video da mandare in onda nel caso di una non meglio specificata fine del mondo

Se dovessi pensare a cosa mettere in un video del genere io vorrei i finali di tutte le serie televisive e cinematografiche attualmente lasciate a metà: chi sono i genitori di Rey e chi è Snoke? Come va a finire Game Of Thrones? Per la versione televisiva tra poco sapremo, ma per quella letteraria? Come continua la storia di Half Life?

Questo dovrebbe essere il contenuto del video della fine del mondo: una degna chiusura di tutti i punti in sospeso generati dal modo seriale di raccontare storie.