Prime impressioni su L’ascesa di Skywalker – No Spoiler

Non son riuscito a scrivere le mie impressioni sull’ultimo film di Guerre Stellari perché, seppure strutturalmente molto semplice, questo film non è facile da valutare.

L’ascesa di Skywalker parte dal vicolo cieco che è stato Gli Ultimi Jedi e riscrive una storia completamente nuova e scollegata, quando non direttamente opposta.

Per questa ragione il nono capitolo della saga sembra contenere una trilogia intera al suo interno: probabilmente la trilogia che JJ avrebbe voluto scrivere, se la Disney gli avesse lasciato completo controllo creativo.

Quello che abbiamo di fronte è quindi un film molto denso di eventi: una sorta di ottovolante che non ci lascia tempo di assorbire quasi nulla ma ci porta molto rapidamente da un momento drammatico, ad una battaglia, ad una rivelazione sconvolgente, ad un momento leggero e via dicendo per 2 ore.

L’ascesa di Skywalker soffre dello stesso problema di Justice League, ma almeno si ha l’impressione di avere a che fare con il mitico Snyder Cut.

La trama come dicevo è molto semplice, quasi quanto quella di un videogioco. Si può riassumere in una sorta di caccia al tesoro che ci porterà su una serie di pianeti vecchi e nuovi per cercare un MacGuffin dopo l’altro.

Il film è talmente una caccia al tesoro che potrete vedere in almeno due scene come JJ abbia strizzato l’occhio ai Goonies.

Tutto questo però funziona, entro certi limiti e probabilmente solo se si va a vedere il film senza alcuna aspettativa.

Non ci sono molti momenti che ti portano fuori dal film, come invece succedeva di continuo in Gli Ultimi Jedi; l’unica cosa che purtroppo distrae è un uso eccessivo del personaggio di Leia, il tutto peggiorato da degli effetti speciali discutibili.

Sul lato positivo però questo film corregge gran parte dei difetti dei precedenti: i personaggi hanno nuovamente relazioni alla pari con battibecchi e momenti di cameratismo che riescono a far vedere un minimo di chimica nel gruppo. Rey non è più infallibile anzi, i suoi ripetuti fallimenti e il suo arco narrativo saranno centrali nella trama.

Il tema del film, se vogliamo cercarlo, è molto semplice: da soli si cade (nel lato oscuro) e solo insieme ci si salva.

Nel film vengono introdotti due personaggi nuovi, e torna Lando: tutti e 3 questi personaggi sono completamente bruciati. I primi due si vede chiaramente come siano stati inseriti per lasciare possibilità di sequel o prequel; mentre Lando solo per non escluderlo dalla serie.

Purtroppo l’inserimento di questi personaggi porta via tempo in un film che ne avrebbe disperatamente bisogno: una delle tappe della “caccia al tesoro” poteva essere evitata raggiungendo probabilmente un ritmo meno serrato che lasciasse più spazio alle emozioni.

L’ascesa di Skywalker è un film che può piacere solo ai fan, ma solo ai fan che son disposti a godersi un film senza farsi troppe pippe mentali su come questo cambi le cose nel canon (io non li considero nel canon e faccio prima), e senza avere troppe aspettative su una trama elaborata.

Non è certamente il finale che questa saga meritava, ma non è un problema di questo film, ma di tutta la trilogia Disney.

Detto questo per me è il miglior film della saga dopo i 3 capitoli originali, mi ha lasciato molto soddisfatto e con la voglia di vederlo di nuovo.

Le prime recensioni di The rise of Skywalker

Tra qualche ora vedrò il nuovo film di Star Wars. Sono già uscite le recensioni sui principali canali. Rotten Tomatoes al momento in cui scrivo da un punteggio di 61%; Metacritic un po’ meno lusinghiero 53/100 composto da 11 recensioni positive, 2 negative, e 20 intermedie.

Usando degli estratti di queste recensioni ho elaborato questa Word Cloud

Fan Service

è evidente la prominenza dell’espressione “Fan Service”.

Questo film, almeno dalle recensioni, sembra voler essere un film completamente per i fan, costruito per rimediare alle critiche di The Last Jedi.

In tarda serata probabilmente pubblicherò una prima recensione. A dopo, e che la Forza sia con voi.

Cyber Monday e Come Cambia Velocemente il Mondo

Oggi è il Cyber Monday, il primo lunedì dopo il Black Friday dedicato a forti sconti sugli ecommerce.

Tanto tempo fa internet non era così diffusa come oggi, soprattutto in USA e soprattutto rispetto all’alta velocità gran parte dei consumatori non avevano una opzione per connettersi velocemente e stabilmente da casa, e figuriamoci dal dispositivo che portano in tasca.

A quei tempi che oggi considereremmo medievali gli ecommerce dovevano aspettare il primo lunedì lavorativo dopo il Ringraziamento per aver qualche speranza di vendere.

Il Black Friday infatti negli Stati Uniti cade nel ponte del Ringraziamento, ed era un giorno dedicato allo shopping, soprattutto nei negozi fisici.

Gli e-commerce per poter competere hanno scelto appunto il primo lunedì lavorativo perché la maggior parte del proprio pubblico poteva accedere ad una connessione stabile e veloce (una ADSL scarsa) solo dall’ufficio.

Ed è così che è nato il cyber monday.

Quanto è passato da questo tempo oscuro? Quattordici anni.

Oggi per noi è normale comprare online, anche da cellulare, e noi “occidentali” non siamo neanche quelli più avanti sulla curva: per i cinesi che abitano nelle città è normale utilizzare il cellulare per i pagamenti e per gli acquisti di ogni genere: 14 anni fa alcune di quelle città in Cina praticamente non esistevano.

Viviamo certamente in tempi interessanti.

Blade Runner: The Final Cut

Un fotogramma del final cut
Lo stesso fotogramma del montaggio originale

Il final cut è certamente la versione in cui oggi guardare Blade Runner.

Niente voce narrante, o lieto fine e una serie di piccole differente con nuovi inserti che non cambiano un gran che la storia principale ma la rendono fedele alla visione del regista.

Oltre a questo abbiamo una sostanziale ripulitura degli effetti visivi, e – come si nota dalle due immagini a confronto – molti dei fondali dipinti sono stati scuriti per ridurre lo stacco che soprattutto su una tv ad alta definizione renderebbe il trucco fin troppo evidente.

Oltre a questo vediamo una leggera che i colori son leggermente virati verso il verde: il colore che diventerà simbolo del cyberpunk con Matrix, e prima ancora con la prima edizione di Ghost In the Shell

Sperando che il final cut resti veramente l’ultima versione di questo film possiamo tranquillamente dire che questa è la versione da vedere. Soprattutto in lingua originale.

Blade Runner 2049

Come previsto non ho apprezzato Blade Runner 2049.

Il primo problema che ho con questo film è che è estremamente lungo per la semplice storia che vuole raccontare. L’ho visto due volte, ed entrambe le volte non son riuscito a guardarlo in una unica sessione.

Con i suoi 163 minuti Blade Runner 2049 supera di ben più di mezz’ora l’originale: decisamente troppo per i miei gusti.

Il film è un sequel alla storia originale che descrive un eventuale futuro con una generazione di replicanti più docili che possono lavorare anche sulla terra.

Il Blade Runner che seguiamo è uno di questi replicanti, ed è accompagnato da una sorta di assistente digitale/sex doll che simula apparentemente molto bene dei sentimenti per il protagonista.

La storia è più intricata dell’originale, come è comune per un film odierno, e cerca di inserire senza troppo successo dei colpi di scena.

Non può mancare naturalmente Harrison Ford che torna ad interpretare un anziano Deckard che dopo la fuga del film originale si è nascosta in una decrepita Las Vegas colpita da un attacco nucleare.

Tanti sono gli eventi citati per creare un “lore” più ampio, e naturalmente son stati girati anche dei cortometraggi complementari al film che illustrano alcuni eventi o alcuni personaggi perché evidentemente 163 minuti non son sufficienti per raccontare una storia.

Abbiamo diversi riferimenti all’originale, e anche al libro in realtà, e soprattutto abbiamo un guazzabuglio di estetiche diverse a seconda della zona e della scena. Mentre le scene cittadine hanno un tono simile al blu/verde Matrix le scene di Las Vegas sono arancioni come Ghost in the Shell 2.

Come facilmente prevedibile gli effetti digitali non reggono il confronto con il mondo creato in maniera artigianale nel film originale.

Di tutta questa operazione posso solo apprezzare come cerchi di espandere il lore, ma in realtà spero sia l’ultimo capitolo di Blade Runner.