Come Nascondere i Commenti delle Persone Bloccate su Disqus

Disqus ha dopo diversi anni finalmente aggiunto la funzione per bloccare autonomamente gli utenti che si ritengono molesti, senza dover aspettare l’intervento (e il beneplacito) del moderatore. Come è sempre successo su Usenet ora anche su Disqus di possono “plonkare” i troll, o in generale tutte le persone che non dicono nulla di interessante, o sono in altro modo moleste.

Rispetto a usenet però c’è un problema: continuiamo a vedere i messaggi, e soprattutto le risposte ai messaggi che abbiamo bloccato.

Se come me quando bloccate qualcuno non volete più vederlo, e non volete più vedere anche le risposte ai suoi messaggi (perché dopo un po’ le sezioni di commenti diventano delle sequenze di “utente bloccato”) la soluzione è abbastanza facile.

Basta una riga di CSS

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Se sei il webmaster di un sito che usa Disqus e vuoi aggiungere questo miglioramento per i tuoi utenti semplicemente aggiungi questa riga ai tuoi CSS

Se invece sei un utente allora utilizza un sistema per i CSS lato utente come Stylebot e aggiungi la regola qua sopra su tutti i siti che vuoi.

La parte più bella del web è che l’utente è sempre completamente padrone di quello che sta guardando, se sa come fare.

L’America Rurale al Cinema

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Nel mio articolo sulla vittoria di Trump dicevo che c’è una parte dell’america che hollywood non mostra, quella rurale.

Questo non è del tutto vero: andando indietro con la memoria agli anni ’80 mi è venuto in mente un film perfetto per descrivere una piccola comunità prevalentemente abitata da vecchi bianchi completamente scollegata dal mondo esterno: Giochi Stellari.

David è un giovane ragazzo che vive in un trailer park, una sorta di campeggio permanente, nel mezzo del nulla in un luogo non meglio definito degli Stati Uniti (California, se vogliamo vedere dove è stato girato). David dovrebbe circa aver appena finito le superiori, e vuole andare al College perché la vita nel trailer park gli sta stretta. Per andare al college però ha bisogno di un mutuo, che non gli viene concesso e quindi le sue prospettive si riducono ad andare al “city college” insieme ai ragazzi della zona.

Il passatempo dei ragazzi della zona è quello di girare in pickup ed andare al lago.

Questo è il contesto in cui David, che passa le giornate giocando con il coin-op nel locale bar/negozio, si trova catapultato in una incredibile avventura che lo porterà a combattere per la salvezza dell’universo.

Il contesto dell’america rurale quindi non è del tutto assente nel cinema americano, ma solitamente è visto come un posto noioso dove non cambia mai nulla e dal quale si vuole solamente scappare.

E se questa è la visione ottimistica di Hollywood prova a immaginare come deve essere veramente.

The Crown: La Prima Stagione

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The Crown è la nuova serie originale Netflix incentrata sulla vita della regina Elisabetta seconda.

L’opera per come è stata delineata è qualcosa di monumentale: una intera serie dedicata all’intera vita della regnante. Questa prima stagione è incentrata sul primo periodo del dopoguerra partendo dal matrimonio reale, passando quindi per la morte di Re Giorgio, l’incoronazione, e i primi anni del regno.

Si tratta di un periodo storico abbastanza ignorato, nel quale Churchill dopo aver perso le elezioni torna al potere e lo conserva ancora durante diversi anni della sua vecchiaia, e la vecchiaia dell’esecutivo britannico nel dopoguerra è uno dei temi centrali di The Crown. Per il resto la storia ruota attorno alle vicende note della famiglia reale, in particolare la storia d’amore tra la principessa Margaret e il colonnello Townsend, e la complessa relazione tra la Regina e suo marito Edoardo.

Gli obblighi di rappresentanza della corona si mischiano alle storie d’amore e alle vicende politiche, il tutto sullo sfondo dell’impero Britannico postbellico nella sua fase di declino. Gran parte della storia è scritta alla luce di quello che è avvenuto dopo, in particolare l’urgenza con cui viene sempre ribadito il ruolo unitario della corona è assolutamente figlia dei periodi di decolonizzazione e dei continui scandali che hanno colpito la corona fino a Lady Diana: nel modo in cui è trattata la storia d’amore tra Townsend è Margaret si nota chiaramente come gli sceneggiatori vogliano tracciare una linea di coerenza con le vicende successive.

Questa prima stagione è molto bella: dal punto di vista visuale costumi e fotografia fanno un buon lavoro, e le vicende romanzate al di sopra dei veri avvenimenti storici riescono a creare qualcosa in grado di intrattenere ed interessare ad un periodo storico abbastanza ignorato al di fuori del Regno Unito.

Tre Mesi di No Man’s Sky

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Sono passati 3 mesi dal rilascio di No Man’s Sky per PC: anche questo mese non c’è stata alcuna modifica al gioco, anche questo mese gli sviluppatori non si sono fatti sentire, ma anche questo mese ho abbastanza materiale per un articolo.

Cominciamo con le statistiche: copie vendute su Steam 796.000, giocatori nelle utile due settimane 4.9%, ovvero ancora dimezzato dallo scorso mese. Il prezzo non è ancora sceso, le recensioni invece si: 70% negative sul totale, e 91% negative sulle recensioni dell’ultimo mese, quindi tutto peggio del mese scorso.

Come dicevo in precedenza gli sviluppatori in generale e Sean Murray in particolare non si sono ancora fatti sentire con scuse, spiegazioni, o informazioni sugli (eventuali) futuri sviluppi del gioco. Però un giorno tutto ad un tratto il tweet che vedi nella foto qua sopra è comparso per qualche breve istante sulla pagina di Hello Games.

In seguito a quel messaggio si sono succedute una serie di email abbastanza assurde e contraddittorie, fino a quando Sean Murray si è svegliato ed ha affermato su Twitter che tutto era frutto di un hacker che era riuscito a mettere mano sul twitter aziendale, e apparentemente anche su alcune email. Si è trattato quindi di un hacker o di un esaurimento nervoso all’interno del team di sviluppo o dello stesso Murray. Se vogliamo credere a Murray che ha scherzato e minimizzato come di suo solito, ma non ha neppure alzato il telefono per confermare la sua storia ad un qualunque giornalista, allora diamo per buona la storia dell’hacker.

I riflettori non si sono ancora spenti su No Man’s Sky, e dalla parte di quelli che sono ancora appassionati del gioco – per lo più youtubber che avevano costruito il loro successo attorno allo sviluppo di questo gioco e che ora stanno cercando di contenere i danni mentre fanno ristrutturalo lo scopo del loro canale – c’è una sorta di fede disperata che prima o poi venga pubblicata una patch che renderà No Man’s Sky degno di essere giocato.

Questo mese la patch non è uscita, vediamo se arriva prima di Natale…

Le Regole del Combattimento Aereo: il Dicta Boelcke

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Tra le cose che ha lasciato in eredità Boelcke all’aviazione tedesca e mondiale la più importante è certamente l’insieme di 8 regole per vincere gli scontri aerei. Questi consigli sono certamente figli di un’epoca dove le armi avevano un corto raggio, i piloti non potevano coordinarsi via radio, e l’elettronica non esisteva: un’epoca dove il pilota contava molto di più dell’aereo rispetto a quanto accaduto successivamente.

1) Cercare di garantirsi una posizione migliore prima di attaccare. Se possibile, mantenere il sole alle spalle.
Il sole alle spalle è una costante della strategia militare, e questa regola non è distante da quelle utilizzati negli sconti navali, solo che in questo caso ci si muove su 3 dimensioni e non 2. Quindi la posizione favorevole è certamente quella a quota più alta: altezza = velocità.

2) Proseguire sempre con un attacco che avete cominciato.
Nei combattimenti non esiste ritirata: uno dei due aerei deve andare giù. L’atto stesso di ritirarsi è molto pericoloso perché espone la schiena all’avversario.

3) Aprire il fuoco solo a distanza ravvicinata, e solo quando l’avversario è esattamente sotto tiro.
Questo consiglio è ancora valido solo per il combattimento ravvicinato con le mitragliatrici: come abbiamo già detto nella prima guerra mondiale le armi erano parecchio imprecise, e il numero di munizioni caricato sugli aerei limitato, quindi era importante sparare per colpire e non saturare aree del cielo: a quello ci pensa la contraerea, se si è in campo favorevole.

4) Si dovrebbe sempre cercare di tenere d’occhio il tuo avversario, e mai lasciarsi ingannare dalle astuzie
Conoscere la propria posizione e la posizione dell’avversario è cruciale in un combattimento senza alcuno strumento a parte gli occhi. Questa è la lezione più difficile che si impara sui simulatori storici, continuare a tenere gli occhi sul nemico mentre si pilota.

5) In qualsiasi tipo di attacco, è essenziale attaccare l’avversario da dietro
Dato che occorre sparare a breve distanza, e che le armi sui caccia sono rivolte in avanti, la strategia base di combattimento non può essere altro che portarsi in coda all’avversario prima di sparare. Da questo principio base derivano tutte le manovre di combattimento.

6) Se il tuo avversario si tuffa su di te, non cercare di aggirare il suo attacco, ma attaccalo a tua volta
Il principio è sempre lo stesso: non mostrare la coda

7) Quando si è sulle linee nemiche, ricordarsi sempre la rotta per la ritirata
Anche questa è una lezione che si impara sui simulatori. Gli aerei della prima guerra mondiale non hanno molti strumenti per la navigazione, a malapena una bussola. Durante un combattimento aereo si cambia posizione di continuo ed è facile perdere la cognizione di quale sia la strada per tornare a casa. Per questo è importante sempre avere chiaro da che direzione si è arrivati, ed è cruciale sapere se ci si trova sopra le linee amiche o nemiche. Sembra una regola banale, ma posso garantire che non lo è.

8) Suggerimento per Squadroni: In linea di principio, è meglio attaccare in gruppi di quattro o sei. Quando la battaglia si frammenta in combattimenti individuali, attenzione a non concentrarsi in molti su un solo avversario.
Tutte le regole fin ora sono state rivolte alla singolar tenzone, che era effettivamente la norma nel primo periodo, ma con l’avanzare della guerra diventò invece norma volare in gruppo e scortare bombardieri e ricognitori. Per questa ragione arriva a sconsigliare le azioni individuali, introducendo il concetto che diverrà la base della superiorità aerea.