Blade Runner

Non si può che concludere la rassegna in attesa di Cyberpunk 2077 con quello che probabilmente è il film più influente per l’estetica Cyberpunk: Blade Runner.

Quante volte ho già scritto di Blade Runner su questo blog? Vediamo.

Ho scritto della versione Final Cut e della versione originale; ho scritto del videogioco del ’97 e della ricostruzione dell’appartamento in 3D; ho scritto cosa ne penso del sequel, e abbiamo guardato insieme un cortometraggio che considero il migliore erede dell’originale.

Cosa rimane da aggiungere quindi?

Poco. Probabilmente solo una cosa: quale è stato l’influsso diretto di Blade Runner su Cyberpunk 2020, e di conseguenza su Cyberpunk 2077.

L’influsso su Cyberpunk 2020 penso si veda bene anche solo dall’immagine sulla copertina del manuale originale

Cyberpunk 2020: la nuova edizione in uscita in estate fungerà da prequel  per 2077 | GamesVillage.it
La copertina di Cyberpunk 2020

L’auto volante certo, e naturalmente il numero spropositato di neon sullo sfondo. Ma c’è un’altra cosa: il trench.

Il trench con il bavero alzato a coprire il collo come quello di Roy Betty

Roy Batty | precinct1313
Roy Betty e Pris

Trench neri e lunghi esattamente come quelli che abbiamo visto ieri in Matrix

Ed esattamente lo stesso tipo di collo alto che vediamo indossare dal protagonista di Cybepunk 2077

Cyberpunk 2077's female V has a new look | Rock Paper Shotgun
V nella sua versione femminile, come mostrato nelle pubblicità di Cyberpunk 2077

Il trench che è diventato uno degli elementi iconici del Cyberpunk è in realtà derivato da quello che è veramente Blade Runner: un film noir ambientato in un futuro prossimo.

Certamente abbiamo i neon, le auto volanti ed altri elementi ispirati ai fumetti, ma il trench con il bavero alzato, così come la pioggia costante, e la pettinatura di Rachel, così come gran parte dell’arredamento sono assolutamente richiami al passato.

Allo stesso modo molte delle luci, in particolare la luce esterna che filtra in una stanza buia e magari fumosa, attraverso delle veneziane – elemento più volte ricorrente in altri media cyberpunk – sono assolutamente derivati dalla mania di Scott per il genere noir.

Ed è quello il bello: esattamente come Lucas era ossessionato dai film di samurai, e ha fatto una versione “Samurai” di Flash Gordon con Guerre Stellari, allo stesso modo Scott ha mischiato il noir con il cyberpunk, che al tempo era ancora un genere prevalentemente letterario che aveva ancora bisogno di una reale iconografia.

E così facendo ha creato un ibrido che ha ancora oggi dopo quasi 40 anni molte ripercussioni.

E con questo si conclude la rassegna cinematografica in attesa di Cyberpunk 2077. Il gioco sarà rilasciato all’una di notte del 10 Dicembre per PC, e probabilmente scriverò le mie prime impressioni nella giornata del 10.