Game of Thrones: dalla storia emergente al finale classico

Come abbiamo visto ieri Game of Thrones ha una struttura narrativa particolare che non si presta bene ai finali.

Per questa ragione ad un certo punto gli autori hanno dovuto dare un taglio agli archi narrativi “organici” e preparare la storia per il suo epilogo.

Da qui in avanti ci saranno spoiler fino al decimo episodio della sesta stagione.

L’episodio ricco di eventi e morti di personaggi principali arriva alla conclusione riducendo le storie principali a 2

  • La battaglia per Westeros tra i White Walkers (antagonisti) e le truppe del nord guidate dal nuovo re del Nord Jon Snow (eroe)
  • La battaglia per il Trono tra la regina incontrastata dei 7 regni Cersei (antagonista)  e la pretendente Daenerys che sta attraversando il mare (eroe)

Per molti spettatori questo è stato il punto di rottura della serie, e questo a mio parere è solo parzialmente dipendente dall’abilità degli autori.

La storia così semplificata rende alcuni personaggi “immortali” ovvero protetti da quella che viene definita plot armor.

A questo punto infatti sappiamo che qualunque cosa succeda gli eroi e gli antagonisti sopravviveranno fino alla battaglia finale, e che la storia non potrà andare molto al di fuori di questi canoni. Ovvero prima di tutto dovranno essere risolti questi due enormi conflitti, e poi nel caso risolto il resto.

Ed è questo il problema dell’ultima stagione di 6 episodi: il primo conflitto è stato risolto nell’episodio 3, e il secondo nell’episodio 5, mentre l’episodio 6 è stato dedicato a risolvere tutto quanto è emerso al di fuori di questi due conflitti.

Decisamente troppo veloce, ma della sesta stagione parleremo in dettaglio in un altro post.

Nel mentre vi consiglio questo video che spiega bene il punto di rottura che ho evidenziato