L’implacabile

Televisione, violenza, e menzogne. Questo è il tema centrale de L’implacabile (The Running Man).

Tratto dal libro di  Stephen “Bachman” King con alcune sostanziali modifiche. Nel libro il protagonista non è un carcerato ma un volontario, e non fugge in una sorta di zona di gioco, ma può andare in tutto il mondo e non è tracciato (ma deve comunicare periodicamente con la rete). Anche tutta la sottotrama della Resistenza che cerca di impossessarsi dei satelliti per rivelare al mondo la verità è un elemento aggiunto nel film.

Questa storia probabilmente non è propriamente cyberpunk, ma più che altro un semplice futuro prossimo distopico. Qui non abbiamo le megacorporazioni, ma un governo distopico che tiene buona la popolazione con dei giochi simili ai gladiatori, infarciti però di menzogne e propaganda.

Tutto l’aspetto dello show televisivo però funzionerebbe allo stesso modo anche in un contesto di mercato, in particolare l’ossessione al numero di spettatori.

I cacciatori son simili ai wrestler (e sono anche interpretati da wrestler) colorati e chiassosi.

Il film figlio degli anni ’80 e interpretato da Schwarzenegger è una collezione infinita di “one liner”, pure troppi in realtà. L’effetto da show televisivo è garantito da Richard Dawson, che oltre ad essere un attore ha anche condotto degli show televisivi.

Il film mostra come i video vengono manipolati per distorcere la realtà, in particolare anche arrivando a sostituire digitalmente una faccia con l’altra. Per gli anni ’80 questa era fantascienza, ma oggi con i deepfake la nostra realtà ha già superato la fantasia cinematografica.

Una ultima nota: in questo film oltre a Schwarzenegger abbiamo Jesse Ventura nel ruolo di Capitan Freedom. Ventura come Schwarzenegger ha avuto una carriera politica, ed è arrivato ad essere Governatore del Minnesota dal 1999 al 2003.