L’universo in scala

Una delle cose più belle di Space Engine è contenere una simulazione sufficientemente realistica dell’intero universo.

Ho deciso di fare questo piccolo video per dimostrare la scala di questo gioco gratuito.

Partendo dall’Italia ci allontaniamo fino a vedere l’orbita lunare, quindi Marte, poi il Sole e poi via via fino a quando la nostra stella si perde tra le migliaia della nostra galassia.

A questo punto ci allontaniamo sufficientemente per vedere la via lattea da fuori, e quindi continuiamo a uscire fino a quando si vedono le altre galassie, e fino a quando la nostra galassia è persa tra le migliaia.

Quindi rientriamo in una galassia qualunque, fino ad una stella qualunque, puntando una luna qualunque di un pianeta qualunque.

Buon divertimento

Twitch vs. Steam

Nelle settimane antecedenti il Prime Day Amazon ha offerto gratutitamente ai suoi abbonati una ampia serie di videogiochi attraverso la piattaforma Twitch Prime.

La serie di titoli inclusi in questa offerta contiene diverse gemme come Observer, Tacoma, Pillars Of Eternity, e Tiranny. Alcuni titoli hanno addirittura meno di un anno, e sono mai stati scontati oltre il 40% su Steam, il trovarli quindi gratuitamente mi ha stupito non poco.

L’operazione potrebbe avere un doppio obiettivo: il primo – come per ogni benefit di Amazon Prime – è continuare a dare valore ai clienti in modo che questi si rivolgano sempre allo store principale per qualunque acquisto, mentre il secondo invece potrebbe essere quello di posizionarsi come piattaforma alternativa a Steam precaricando una serie di giochi interessanti che potrebbero essere effettivamente giocati ed apprezzati dai potenziali clienti.

Lo store di Twitch però è al momento ancora molto limitato nelle sue funzionalità rispetto ai concorrenti, e anche lo store è ancora in uno stato quasi embrionale.

Steam necessita più che mai una buona competizione, anche perché non è riuscito a trovare un compromesso che garantisca una qualità minima nei videogiochi pubblicati sulla piattaforma, e questo crea la lista infinita di giochi che abbiamo visto in diverse settimane guardando le nuove uscite.

Riuscirà Amazon Twitch a ritagliarsi il suo posto?

Verso il Ludum Dare 42

Ci stiamo nuovamente avvicinando al Ludum Dare, la competizione di creazione di videogiochi in 48 ore.

Ho partecipato alle ultime 3 edizioni (qui, qui, e qui) e se anche con qualche difficoltà cercherò di partecipare anche a questa edizione.

Nelle scorse due edizioni per una ragione o per l’altra non son riuscito a creare qualcosa che fosse veramente un gioco: ho realizzato qualcosa più simile ad una esperienza interattiva, o a un “walking simulator”. L’obiettivo di questo giro quindi è riuscire a creare prima di tutto un gioco, con delle meccaniche, magari anche dei punti e una classifica online.

In questi giorni è cominciata la fase di scelta del tema, il cosiddetto “Slaughter” e complessivamente sono stati proposti 3360 temi. Dopo questa prima fase di selezione i temi sopravvissuti verranno vagliati nuovamente fino alla selezione finale. Il tema sarà rivelato a mezzanotte tra il 10 e l’11 Agosto.

L’OMS riconosce la dipendenza da videogiochi

L’OMS ha recentemente riconosciuto la dipendenza da videogiochi in questi termini

Gaming disorder is characterized by a pattern of persistent or recurrent gaming behaviour (‘digital gaming’ or ‘video-gaming’), which may be online (i.e., over the internet) or offline, manifested by: 1) impaired control over gaming (e.g., onset, frequency, intensity, duration, termination, context); 2) increasing priority given to gaming to the extent that gaming takes precedence over other life interests and daily activities; and 3) continuation or escalation of gaming despite the occurrence of negative consequences. The behaviour pattern is of sufficient severity to result in significant impairment in personal, family, social, educational, occupational or other important areas of functioning. The pattern of gaming behaviour may be continuous or episodic and recurrent. The gaming behaviour and other features are normally evident over a period of at least 12 months in order for a diagnosis to be assigned, although the required duration may be shortened if all diagnostic requirements are met and symptoms are severe. [fonte]

All’interno di una più ampia categoria che comprende anche la dipendenza da gioco d’azzardo. Questa categoria è riconosciuta come

Disorders due to addictive behaviours are recognizable and clinically significant syndromes associated with distress or interference with personal functions that develop as a result of repetitive rewarding behaviours other than the use of dependence-producing substances. Disorders due to addictive behaviors include gambling disorder and gaming disorder, which may involve both online and offline behaviour.

Al di fuori dello stretto discorso dei videogiochi è facile vedere come si possa adattare questa definizione a moltissime “passioni”. Provate a sostituire X con ad esempio serie televisive, social media, uso del cellulare, palestra, passione sportiva …

1) impaired control over X; 2) increasing priority given to X to the extent that X takes precedence over other life interests and daily activities; and 3) continuation or escalation of X despite the occurrence of negative consequences.

Per questa ragione trovo strano che l’OMS parta proprio dai videogiochi per definire una serie di disturbi certamente esistenti ma con definizione molto più larga e prevalentemente collegati a problemi psicologici di natura diversa. A mio parere la dipendenza da videogiochi, come la ludopatia, e come tutte le altre dipendenze andrebbero trattati come sintomo di qualcosa di diverso.

Il problema però è che con questa decisione dell’OMS potremo vedere un risorgere di tutto il movimento “i videogiochi sono il male” che pensavamo di esserci lasciati alle spalle almeno da 10 anni, e che purtroppo – anche per la questione delle lootbox – stiamo nuovamente affrontando.

E3: Cyberpunk 2077 è il mio Best in Show

Cyberpunk 2077 il nuovo gioco di CD Project Red, del quale per ora abbiamo solo il trailer qua sopra, è per me la migliore rivelazione dell’E3 di quest’anno.

Annunciato da diversi anni questo progetto non si era ancora mostrato in alcun modo, e si poteva quasi pensare che fosse stato cancellato: questo trailer ci dice che siamo a buon punto, e mi fa sperare per un rilascio nel 2019.

Cyberpunk 2077 è un gioco ispirato al gioco di ruolo cartaceo Cyberpunk 2.0.2.0, ma riadattato spostando il futuro in la di qualche anno.

Il mix tra cyberpunk anni ’80 ed elementi più contemporanei è qualcosa di perfetto: Night City potrebbe rivelarsi una delle migliori ambientazioni open world o pseudo open world (alla The Witcher) che sia mai stata creata.

Può essere strano far salire l’hype solo per un trailer di qualche minuto, ma la combinazione tra la casa produttrice e il tema trattato mi fanno ben sperare.