Di Ritorno da 4 Giorni di Villeggiatura

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Lo scorso Venerdì sono partito per un weekend lungo nel paese di montagna dove trascorro da sempre le vacanze.

Allontanarmi dal mio loop quotidiano scandito dagli appuntamenti sul calendario si è rivelato questa volta un po’ più faticoso del solito. Complici anche le olimpiadi che mi hanno tenuto alzato fino all’alba, la prima vittima è stato il sonno e quindi mi son immediatamente ritrovato a svegliarmi ad orari improponibili e dormire poche ore. L’altro grosso errore che ho commesso è partire senza portarmi dietro qualcosa per occupare il tempo e – nonostante le serate con gli amici passano piacevolmente – son le giornate oziose un po’ troppo lunghe da affrontare se si è abituati a seguire un flusso ordinato di eventi.

Altro fattore destabilizzante è che uscendo la sera, per quanto in buona compagnia, ci si imbatteva sempre nella terrificante animazione da villaggio vacanze al ritmo di balli di gruppo vecchi di 30 anni e latino americano vecchio di 10.

Nelle prossime occasioni certamente cercherò di occupare il tempo con delle belle passeggiate sulle montagne che circondano il paese, e soprattutto proverò a non stare alzato fino al cuore della notte.

In ogni caso son contento di essere rientrato alla mia routine, che da qualche settimana include aggiornare questo blog.

Tu come hai passato le vacanze?

La Biblioteca di Babele e la Generazione Procedurale

La Biblioteca di Babele
In uno dei suoi più bei racconti Borges descrive una biblioteca apparentemente infinita, formata da stanze esagonali, con scaffali contenenti libri i quali sono formati da sequenze apparentemente casuali di lettere.

La combinazione di queste lettere però non è casuale ma sistematica, ovvero generata attraverso una procedura che riorganizza le lettere dell’alfabeto in modo differente.

Dato che la biblioteca contiene tutte le possibili combinazioni di lettere, i libri della biblioteca contengono tutte le possibili frasi, tutte le possibili risposte, e tutti i possibili commenti. Ogni tesi e il contrario di ogni tesi.

Ad esempio la prima frase di questo post ha il suo posto in una pagina di uno di questi infiniti libri o per essere più precisi in uno di questi infiniti esagoni, sulla terza parete, primo scaffale, alla pagina 290 del sesto volume.

Naturalmente il resto della pagina come potete notare è semplicemente un guazzabuglio di lettere, punti, e virgole ovvero è rumore di fondo, e siamo noi a dover interpretare le poche rare combinazioni di lettere che hanno senso ed eventualmente attribuirgli un valore.

La generazione procedurale è questo: si crea un sistema in grado di combinare degli elementi e poi si cerca di stabilire alcune regole in modo che possa restituire risultati sensati, ma alla fine l’intero valore della biblioteca di babele e il suo intero senso non è nulla di più che un foglio vuoto.

Space Engine: come No Man’s Sky ma Gratis

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No Man’s Sky è uscito 2 giorni fa per Playstation ed uscirà domani per PC. Ho visto un po’ di gameplay successivo alla patch e i dubbi che avevo espresso in precedenza restano tali, ovvero la distanza visiva sui pianeti è molto bassa, i pianeti sono parecchio simili tra di loro in termini di dimensione, atmosfera, e ciclo giorno/notte, e il gameplay è sostanzialmente un continuo raccogliere risorse.

Se quello che cerchi è un gioco che ti permetta di esplorare liberamente un universo verosimile ti consiglio Space Engine.

Space Engine è un enorme planetario che simula il nostro universo combinando dati reali e creazione procedurale. Non è un vero e proprio videogioco, non ha obiettivi, risorse, o missioni, e non è neanche obbligatorio spostarsi utilizzando le astronavi, ma si può semplicemente andare da un posto all’altro spostando il punto di vista.

Space Engine simula l’universo, quindi partendo dalla nostra galassia possiamo ad esempio puntare alla galassia di Andromeda e spostarci e andare li in pochi secondi: una volta arrivati potremo scegliere una qualunque delle stelle ed andare a cercare dei pianeti. I pianeti a differenza di No Man’s Sky sono verosimili, quindi sarà abbastanza raro trovare un pianeta simile alla terra, un po’ più comune invece qualcosa simile a Marte, o a Mercurio.

I pianeti sono simulati nel dettaglio: hanno una inclinazione, una orbita, un tempo di rotazione, una atmosfera, e una pressione. Nella foto qua sopra ci troviamo su un pianeta simile a Marte con una gravità di un terzo di quella terrestre, una temperatura media di 80 gradi celsius e un tempo di rotazione superiore ai 100 giorni terrestri. Fortunatamente si può mandare avanti e indietro il tempo a piacere, e in questo modo sono riuscito a fotografare il raro tramonto che vedi qua sopra.

Naturalmente non troverai vita, alieni, o altre cose del genere sui pianeti di Space Engine, ma secondo me è proprio quello il suo bello: il realismo. Oltre a quello la varietà dei pianeti data dalla fisica orbitale simulata, i vari asteroidi visitabili, e soprattutto la vista a perdita d’occhio che il motore riesce a generare sono caratteristiche non paragonabili.

Ah ho già detto che questo gioco è completamente gratuito?

Se poi non volete esplorare un universo procedurale ma volete restare vicini a casa Space Engine fornisce opzionalmente una ottima simulazione del sistema solare con un dettaglio molto alto.

A mio parere questo è un progetto da tenere d’occhio se ci piace l’idea di esplorare l’universo.

Ghostbusters (2016) una Recensione

Ghostbusters 2016
Fin dai primi trailer il reboot di Ghostbusters si è tirato addosso parecchio odio, penso fondamentalmente per 2 ragioni: è un reboot di un film considerato perfetto, e oltre a questo le acchiappafantasmi sono tutte donne e questo crea per qualche ragione parecchio scalpore anche nel 2016.

Cercherò di parlarti di questo film senza troppi spoiler.

Come è questo film? Si tratta di una commedia leggera, molto più commedia rispetto all’originale, ovvero con gag abbastanza ridicole e anche qualche battuta sulle scoregge. Nonostante questo il personaggio che salva la commedia è il segretario interpretato da Chris Hemsworth che sembra aver fatto il percorso di Chris Pratt (da buffo commediante a eroe d’azione) al contrario.

Il doppiaggio italiano fortunatamente smorza la recitazione urlata di Leslie Jones, e le altre acchiappafantasmi interpretano tutte una parte senza rubarsi troppo la scena a vicenda. Uno dei lati positivi è che queste nuove acchiappafantasmi non sono semplicemente ricalcate sul vecchio quartetto, ma sono dei personaggi completamente nuovi.

Il film è un reboot completo, quindi si parte dal presupposto che i fatti dei primi 2 Ghostbusters non siano mai esistiti: nonostante questo il film è naturalmente pieno di riferimenti e strizzate d’occhio al film originale, ma tutte abbastanza velate e non intrusive nella trama.

Il cast principale è stato saggiamente utilizzato per piccoli cameo, tutti hanno almeno una battuta ma sono praticamente irrilevanti per la trama.

La storia è simile all’originale, ma è anche saggiamente attualizzata con tematiche contemporanee. Non ci sono particolari colpi di scena e la storia scorre senza particolari intoppi.

L’attrezzatura delle nuove acchiappafantasmi si distanzia dal semplice zaino protonico permettendo di avere una serie di armi più agili in modo da creare scene di azione meno statiche di quelle possibili con gli effetti speciali originali. Le scene d’azione son ben coreografate e non eccessivamente lunghe.

La colonna sonora funziona abbastanza bene a parte la canzone/remix “I am not afraid”

In definitiva Ghostbusters è una buona operazione di reboot, migliore di molte altre (tra cui Star Trek 11), e nei suoi limiti di commedia caciarona rimane un godibile film estivo, se si evita di compararlo troppo da vicino al film originale.